
Sono circa sette anni che di Gilliam non si vede un fotogramma in sala, “Lost in la Mancha” a parte.
Se aggiungete che “Paura e delirio a Las Vegas” non mi piacque poi così tanto, allora è circa dal 1988 che, almeno io, non vedo qualcosa di nuovo e di bello di Gilliam.
Qualcosa di veramente Gilliamesque.
Spero, quindi tanto in “Brothers Grimm”.
Per placare l’attesa vi consiglio di leggere, l’ottimo libro di Fabrizio Liberti, edito per Il Castoro. L’impostazione del libro è fedele alla rinomata e rassicurante linea editoriale della casa editrice milanese.
Nulla di particolare se non fosse per il linguaggio chiaro, pulito senza intellettualismi ricercati.
Nulla di particolare se non fosse per le analisi pacate in cui ogni spunto soggettivo è reso evidente e staccato dal contesto analitico.
E’ un libro con cui può fare piacere dividere l’attesa.
Magari con una occhiata al trailer, via Kinemazone, e una ai poster via Cinema Blend
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