Con un invidiabile opportunismo, cavalcando un interesse nei confronti dei documentari dopo i recenti exploit di Moore, “Ciak”, la rivista di cinema del gruppo Mondadori, “allega” al numero di questo mese il DVD di “The Fog of War“, documentario diretto da Errol Morris che ha vinto l’Oscar per la sua categoria nel 2004.
Piccola digressione: la politica di Ciak di allegare prodotti di qualità, in edizioni più che dignitose, è ottima e merita di essere incoraggiata.
E’ necessario difendersi in qualche modo dalla tendenza a trasformare le edicole in depositi di DVD “allegati”, in alcuni casi addirittura doppi, e di riviste. Spesso si tratta di edizioni che non varrebbero nemmeno il costo noleggio.
“Ciak” ha il merito, tra l’altro, di aver già proposto anche i titoli di Truffaut, che non è poco, in un panorama, appunto, di varia paccottiglia “allegata”.
“The fog of war” è un gran bel documentario, diverso per impostazione e stile da quelli di Moore, soprattutto perché non si prefigge lo scopo di dimostrare un teorema o suggerire una tesi, ma quello molto più semplice di ripercorrere gli eventi facendoli narrare direttamente da un protagonista: Robert Mc Namara, segretario alla difesa di Kennedy e poi di Johnson che, per inciso, lo dimissionò.
Il documentario lascia allo spettatore il compito di giudicare tanto l’uomo quanto lo statista e le sue scelte, mostrando tutte le contraddizioni e le necessarie, inevitabili quanto evidenti, doppiezze che nascono dal suo ruolo “politico”, anzi dalla fedeltà al suo “ruolo politico”.
Il documentario ha un incedere solenne, quasi liturgico, sottolineato dalla ottima colonna sonora di Glass; Mc Namara è quasi sempre in primo piano. Racconta e riflette, interrotto poche volte dall’invisibile intervistatore. Compito della regia è quello di giustapporre alle parole di Mc Namara immagini di repertorio, a volte inedite, selezionare estratti audio e farci ascoltare il tono deciso del presidente Johnson a proposito del Vietnam o quello perplesso di Kennedy in merito all’evolversi della crisi dei missili di Cuba.
“The fog of War” è scandito in undici lezioni, undici massime o regole della politica e della guerra, su ognuna di queste il segretario alla difesa di Kennedy riflette partendo da eventi della storia e rivela, in alcuni casi, retroscena sorprendenti.
Sia chiaro il film non è un manifesto pacifista, Mc Namara, né tantomeno Morris, non cercano di giustificare nulla nel suo operato, limitandosi a delineare gli scenari da cui scaturirono scelte difficili, tracciando un manifesto di lucida quanto necessaria “real politik” i cui principi salvano persino Lyndon Johnson.
Da vedere.



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