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Tag Archives: The Kingdom

Basta con i finali alternativi

17-Jan-08

Questa l’avevo segnalata di là .
La segnalo anche di qua facendo seguire alcune mie considerazioni.

Esiste un finale diverso di “Io sono leggenda” , lo ha ammesso il regista Francis Lawrence dicendo che questo finale alternativo finirà sul DVD. Non sulla prima edizione ma sulla seconda.

Non più di un paio di settimane fa lessi che per “The Kingdom” era stato scritto un finale diverso che, mi pare di ricordare, non fu mai girato.

Una delle critiche che si leggono su “1408″ è che l’edizione europea ha un finale diverso rispetto alla edizione americana. Finale che, da quello che ho capito, è migliore ed è finito in DVD.

Ora, capisco la postmodernità, comprendo che il supporto DVD permetta questo, ed altro, partecipo ai tormenti del final (director’s) cup.
Tutto quello che volete, ma fare un film significa anche fare scelte sulla storia.
Fare scelte significa rischiare anche che il pubblico borbotti, la critica maltratti e giudichi.
Con la scappatoia dell’altro finale, delle scene tagliate e cosi’ via si crea una perenne “uscita di sicurezza” a disposizione del regista, scrittore ecc. ecc.
Si perde, in qualche modo, il fascino della narrazione univoca, quella unilaterale. Quella che “ti racconto una storia che finisce come ho deciso e non come ti piace.
Ho il timore che tra qualche anno arriveremo a forme di snodabilità cinematografiche e che nel prossimo “Titanic” affonderà a solo la scialuppa di salvataggio con i cattivi, che Bogart e Bergman mettano su famiglia oppure che nel “Il sesto senso”…

Ah, dimenticavo… una lamentela del genere l’avevo già scritta nel 2003…

The Kingdom

10-Dec-07

The Kingdom Sono stato trascinato al cinema a vedere “The Kingdom” dalla mia allegra combriccola del sabato sera; io volevo andare a vedere “Irina Palm” e ho caldeggiato la scelta dicendo: “E’ un film con la Faithfull”.
Alla ruvida risposta collettiva: “E chi ‘zzo è la Faithfull”, ho capitolato un po’ rancoroso, reclinando il capo, pensando con malinconia alla mia copia in vinile di “Broken English” e alla sua cover di “Working class hero”.
Ci andrò, da solo, in settimana e con i bifolchi non esco più. Date le premesse ero pronto a stroncare per principio “The Kingdom” come una americanata, una delle peggiori, un esercizio di retorica mascellare, muscolosa e a stelle e strisce…

E invece no.
“The Kingdom” è un film riuscito e anche di una certa complessità.
In parte è, infatti, un teso forensic a sfondo bellico con tanto di guanti bianchi in lattice alla CSI, quelli senza i quali ormai in un film americano con omicidi non si tocca nulla.
E siccome non si dice “CSI” senza autopsia, in “The Kingdom” abbiamo anche quella.

Il resto è azione, a tratti adrenalinica, con un paio di sequenze da applauso (applauso, ho detto, non boato da “The Bourne Ultimatum”); azione che tumultua in contesto di analisi anche politica schematica ma equanime e dal retro gusto decisamente amaro.
Semplice perchè siamo tutti vendicatori e in quanto tali colpevoli anche se alcuni vendicatori sono meno colpevoli degli altri.
Notevole la sintesi del prologo che, durante i magnifici titoli di testa, ci informa di quali equilibri e quali poteri si agitano in Medio Oriente.
Ho trovato curioso che il montaggio alternato della sequenza degli attentati rievochi quello utilizzato da Moore in “Fahrenheit 9/11″ con pressappoco gli stessi accostamenti.
Forse è un caso.

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