Il gioco delle 31 cose della vita continua grazie al caro Cooper che dopo le canzoni di Nick Hornby e i film aggiunge i telefilm.
Il gioco è stato poi ripreso, in ordine sparso, da Emanuela Zini, Poldo, Aspettando Kroeger…
Una ottima idea. Anche se mi crea un piccolo problema: io sto cominciando a vedere la televisione solo da poco tempo, confesso grazie a Sky; per anni ho evitato di farlo un po’ per assoluta mancanza di tempo, un po’ per una sorta di idiosincrasia nei confronti della pubblicità e un po’ perché, tranne debite e circoscritte eccezioni, c’era molto poco da vedere.
Ecco perché gran parte dei miei ricordi televisivi sono molto risalenti nel tempo, riguardano un’epoca, anzi un’era, in cui i canali televisivi erano due e in bianco e nero e c’erano anche gli sceneggiati televisivi; quest’ultimi, forse impropriamente, sono stati aggiunti alla lista lista che segue.
Malgrado tutto non sono riuscito a fare 31. Mi accontento di 21 telefilm perché, come dice Cooper, non ci sono regole… dopotutto.
1. Arsenio Lupin
E’ il nonno di quello cartoni animati con gli occhi a mandorla; aveva il volto di Gorge Decriérs ed era introdotto da un motivetto accattivante come pochi (grazie ad Animamia). Come tutti i ladri galantuomini è in pensione da tempo. Mentre il nipote spopola i nostalgici forse sperano che qualcuno tiri fuori i nastri da qualche stanzone e li ritrasmetta, sono solo 26 episiodi da 60 minuti. Li vedevo la sera a casa dei nonni, quella in cui vivo adesso. E’ prossima la pubblicazione della serie su DVD
2. Saturnino Farandola
E’ uno sceneggiato andato in onda in Italia per la prima volta nel 1977, anche se io ricordo di averlo visto molto prima: 15 episodi di avventure esotiche con costumi e scenografie molto semplici. Il protagonista era un giovane Mariano Rigillo. Mi piacerebbe rivederlo ma credo che anche questo si sia perso in qualche stanzino della RAI. Tra l’altro ricordo addirittura una seconda serie di cui vidi solo la prima puntata riassuntiva della precedente. Può darsi che mi sbagli.
Divertenti le musiche, la sigla è qui, grazie ancora ad Animamia.
Il giorno in cui trasmisero la prima puntata io avevo la febbre.
3 Pippi Calzelunghe
Anarchica e diseducativa.
Io ho subito crudeli rappresaglie per i miei giochi fuori posto e a questa Pippi (”il nome strano fa un po’ ridere, ma voi riderete per quello che farò”) permettevano di tenere anche un cavallo in casa e una scimmietta sulla spalla.
Poi dicono che siamo una generazione strana. La sigla è qui grazie sempre ad Animamia.
4. Zorro
Per intenderci quando, da piccolo mi chiedevano cosa volessi fare da grande, io rispondevo: “Zorro”. Ero sicuro ci sarei riuscito, il mantello ce l’avevo, bastava una asciugamano, mi mancava solo il servo muto.
Rivisto ora nella versione colorizzata ha perso molto del suo fascino. L’immagine di Zorro sul cavallo che si impenna sotto i fulmini è una di quelle che ti rimangono impresse per sempre.
Sono sempre in cerca di un servo muto… caso mai.
5. Il giornalino di Gianburrasca
Rimasi molto male quando mi rivelarono che Rita Pavone era Giovannino Stoppani. Certe marachelle le dovevano fare solo i maschietti. Quando mi spiegarono che la storia era inventata da un certo Vamba pensai di leggere anche altri libri di Vamba. Iniziai con “Ciondolino” ma mi annoiai presto e finì lì.
Viva la pappa col pomodoro! A prescindere.
6. Pinocchio
Qualsiasi tentativo di imitarlo o riproporlo è inutile, neanche Benigni l’ha capito. Il vero Geppetto rimarrà sempre Nino Manfredi.
Uno sceneggiato che ha segnato una generazione restituendoci una favola molto più cruda e realista di quella che ci raccontavano da piccoli.
Bravo Comencini.
7. Belfagor. Il Fantasma del Louvre
Esiste una generazione di bambini terrorizzati, anzi quasi traumatizzati. da questo sceneggiato in bianco e nero. Lo affermano i curatori della trasmissione “Destinazione Serie” che andava in onda su Jimmy e l’ho verificato anche io con i miei coetanei. Tutti ricordano la paura che questo sceneggiato trasmetteva al punto tale che “Se non la smetti chiamo Bèlfagor” diventò una minaccia, efficacissima, di mamme e fratelli maggiori. L’ho rivisto di recente su DVD e non ho paura ad ammetterlo che un po’ di strizza ce l’ho avuta.
8. Furia
Ad ora di cena quando già non c’era più Carosello e il telegiornale era anticipato dalla sigla di “Almanacco del giorno dopo”. Tutto sommato una serie noiosa con un ragazzino affidato a due zii, uno rassicurante, l’altro meno. I veri eroi erano questo cavallo nero e Mal dei Primitives che cantava la sigla della serie in cui si diceva che Furia beveva solo caffè per mantenere il suo pelo più nero che c’è. Certo che nella vita se ne sentono di stupidaggini. Eppure era un appuntamento fisso ed ero già grandicello.
9. Il Vendicatore di Corbelliers
Non sono sicuro del titolo di questo sceneggiato, credo francese, che aveva come protagonista un cascone biondo che alla fine si rivela essere un essere sovra umano, forse un robot. Non ricordo. La serie era ambientata nell’800. Scena cult e’ nell’ultimo episodio, quando il cascone viene accoltellato alle spalle, non se ne da per inteso e continua a camminare con il coltello tra le scapole.
10. Spazio 1999
Che altro devo aggiungere dopo aver scritto questo?
La prima serie rimane un mito assoluto. Non credo sia mai esistita una serie di fantascienza così ricca di idee. La seconda serie perde qualcosa nel tentativo di colorarsi ma acquista la mitica Maya con complessi ma temporanei poteri di trasformazione molecolare. Puntata cult quella in cui si trasforma in uccello e viene chiusa in una gabbia dalla quale deve uscire prima che il suo potere la riporti alla forma umana uccidendola. Tra gli alfani si aggiunge un italo americano confermando che gli italiani li trovi dappertutto, anche sulla Luna alla deriva nello spazio.
11. Zaffiro e Acciaio
Storie stranissime, due protagonisti viaggiano nel tempo per correggere l’anarchia e il disordine. Lui è sempre in smoking, lei è in abito da sera e fuma.
La serie non deve aver avuto molto successo in Italia, forse a causa di una certa celebralità degli argomenti. Rimane un mio personale cult che difficilmente riuscirò a recuperare. L’ho rivista un paio di estati fa in vacanza, trasmessa da una televisione locale italiana.
12. Doctor Who
Ci sarebbe da fare una petizione. Una serie meravigliosa trasmessa in Italia in modo disordinato e occasionale e solo in una delle sue tante edizioni. Il “Dizionario dei telefilm” segnala circa 700 episodi. Embe’ a chi aspettate a riempire i palinsesti o davvero credete che possiamo tornare indietro nel tempo usando una cabina telefonica.
13. Millennium
Ne ho già scritto. Mi piace molto, il tema cupamente millenarista, il fatto di non concedere nulla allo spettatore e al gusto dell’audience. Lance Henryksen recita in modo assolutamente superlativo. Sto vedendo ora la seconda serie.
14. Scrubs
Ebbene sì, mi fa ridere. Zach Braff mi ricorda le prime, primissime cose, di Tom Hanks. Le gag sono dirette in modo efficace e il dottor Cox mi è simpatico. La prima serie sta finendo. Attendo la seconda.
15. Tre cuori in affitto
Serie divertentissima con il compianto Ritter. La associo al doppio turno a scuola, si entrava all’una e mezza una settimana sì e l’altra no. Quindi ho visto solo metà degli episodi.
Ci credereste ? Esiste ancora un sito semi ufficiale e la serie in DVD.
16. Happy Days
Si può affermare con un ottimo margine di certezza che il mondo si divide in due categorie di persone: quelli che almeno una volta nella vita hanno imitato Fonzie e chi no.
Hey!!.
Marion Ross era mamma Cunningham
17. Ellery Queen
La mia serie gialla per eccellenza. Il suo segreto era nell’espediente narrativo per cui il Ellery, verso la fine dell’episodio si rivolgeva al pubblico dicendo che sì, ormai era tutto chiaro, l’assassino era in trappola. A questo aggiungeva qualche indizio e poi tutti ad assistere alla rivelazione. Per la cronaca io non mai indovinato l’assassino. Da cult la sigla. Hanno avuto l’intelligenza di riproporla in televisione quindi almeno la serie non è mai mancata. Hutton, l’attore che interpretava Ellery purtroppo sì. Su questa serie esiste addirittura un fan site
18. I sopravvissuti
Credo uno dei primi sceneggiati post catastrofe. La vita sul mondo dopo che una epidemia ne ha decimato la popolazione. Produzione sontuosamente inglese. In Italia sono state trasmesse solo due serie su tre. In arrivo i DVD almeno per il mercato inglese. Anche in questo caso sono curioso di sapere come andava finire.
19. I segreti di Twin Peaks
E all’improvviso quelli che, con atteggiamento snob e intellettuale, rimproverano il pubblico di Beautiful, si trovarono a seguire qualcosa che aveva una struttura esattamente identica. Solo un po’ più Lynciana. Questione di dettagli.
Come sta Annie?
20. Senza titolo
Non ricordo il titolo di questa serie, non ricordo il cast e, disdetta, non era trasmessa in un giorno fisso della settimana ma era destinata a coprire buchi di palinsesto.
Il protagonista era un agente di Scotland Yard che ne combinava di tutti i colori. Peggio di Closeau e di Mr. Bean messi insieme. Mi pare che il personaggio si chiamasse Brigs o qualcosa del genere. Ricordo di aver assistito a più di un episodio ridendo dai titoli di testa a quelli di coda. 21. Sandokan
Permettete? Che palle!! Ho un pessimo rapporto con Salgari perché mi hanno regalato per anni suoi libri senza mai chiedermi se mi piacessero. Lo sceneggiato a puntate mi era imposto, anche il temino a scuola e la raccolta delle figurine. Che palle lo sceneggiato e anche le mille perle di Labuan a Carnevale. Quando lo trasmisero la prima volta io facevo il tifo per Adolfo Celi.