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Tag Archives: Telefilm e televisioni

I blog nei serial

28-Nov-05

Gli amanti di notizie riguardanti i blog apprezzeranno, forse, alcune cose sfiziose che ho notato in alcune serie americane.
Circa “Prison Break” (serie, per inciso, mooolto interessante) potete leggere il post su Tvblog.
Ma questo non è l’unico esempio di, diciamo così, contaminazione.

 

More…

Do you belive in miracles, brother?

25-Sep-05

Questo post riguarda la serie televisiva "Lost" la cui prima stagione già passata su Sky verrà trasmessa dalla RAI dalla prossima settimana.  da Marzo 2006. Se volete vederla in televisione non continuate a leggere perchè potrei involontariamente togliervi qualche sorpresa.

 

Siete avvertiti.

Alcuni  fortunati sanno già cosa c’e’ nella botola!
Quale botola?
Ma, diamine, quella che viene aperta alla fine della stagione 1 di "Lost".
Il sito Lost it, però, riporta una non meglio precisata indiscrezione secondo la quale il pubblio italiano, quello pagante di Sky, dovrà aspettare almeno fino al settembre 2006. Cioè quando dovrebbe comincare la terza serie in America.
Spero che questa indiscrezione trovi una smentita.
Secondo loro, quelli di Fox italia, io aspetterò qui, buonin buonino, zitto zitto,  almeno un anno, per scoprire cosa c’è nella botola mentre tutto il mondo  ne parla!
Do you belive in miracles, brother?

Update: "indiscrezione" confermata anche da Antonio Genna che aggiunge che la prima serie sarà in onda sulla RAI a partire  da marzo 2006.
Questa è provocazione!
Qui si istiga!

 

Post cinefilo a ritmo di swing

28-Jul-04

Music on the air: Swinging on a star
Parole di Johnny Burke, musica di Jimmy Van Huesen

One, two, three…

“Would you like to swing on a star
Carry moonbeams home in a jar
And be better off than you are
Or would you rather be a mule?”

Quelli di Filmagenda mi hanno tempestivamente informato che venerdì sera, alle ore 23 e 25, su Canale 5, andrà in onda un film che ho visto almeno un paio di volte. E’ un piccolo film di culto personale, pur non essendo questo un film indimenticabile o da antologia.

“A mule is an animal with long funny ears
Kicks up at anything he hears
His back is brawny but his brain is weak
He’s just plain stupid with a stubborn streak
And by the way, if you hate to go to school
You may grow up to be a mule”

Però io, essendo cinefilo incolto e anonimo, difendo questo personale film di culto che mi fece ridere pur essendo molto sgangherato. In fondo i maghi del furto mi sono simpatici soprattutto se hanno la faccia da “paccheri” di Bruce Willis e sono accompagnati da un caratterista come Danny Aiello.

“Or would you like to swing on a star
Carry moonbeams home in a jar
And be better off than you are
Or would you rather be a pig?”

>E poi in questo film c’è una lunga scena che mi mette sempre di buon umore. No, non la fuga con il prototipo di aliante di Leonardo da Vinci, ma una scena che è molto prima, quasi all’inizio. Una scena in cui il ritmo è dato da uno swing…

“A pig is an animal with dirt on his face
His shoes are a terrible disgrace
He has no manners when he eats his food
He’s fat and lazy and extremely rude
But if you don’t care a feather or a fig
You may grow up to be a pig”

Sarà l’idea, sarà lo swing, saranno le parole della canzone che una volta cantò anche Bing Crosby.
Non saprei, davvero.
Però quella scena del furto impossibile i cui i due ladri si danno il tempo scandendolo, ognuno per sè, cantando questa canzone mi mette molto di buon umore. E poi a me i furti impossibili sono simpatici sin dai tempi di “Topkapi”. Figuriamoci, poi, uno a tempo di swing.

“Or would you like to swing on a star
Carry moonbeams home in a jar
And be better off than you are
Or would you rather be a fish?”

Quando rivedo quella scena non posso fare a meno di sorridere e mettermi a canticchiare anche io e, magari, come fa Willis nel film, strisciare quatto quatto sul pavimento o appendermi alle pareti di casa con una fune d’accaio sperando di non fare suonare un allarme immaginario.

“A fish won’t do anything, but swim in a brook
He can’t write his name or read a book
To fool the people is his only thought
And though he’s slippery, he still gets caught
But then if that sort of life is what you wish
You may grow up to be a fish
A new kind of jumped-up slippery fish”

Vabbè, scherzavo al massimo mi metto a seguire il tempo battendo il piedino sul pavimento. Non ho il fisico di Bruce Willis.
Tra le altre cose trovo divertente il fatto che i due scelgano questa canzone in base al tempo di cui hanno bisogno per portare a termine il colpo.
Ne avevano altre in repertorio, ma solo questa era quella della durata sufficiente.

“And all the monkeys aren’t in the zoo
Every day you meet quite a few
So you see it’s all up to you”

Mi pare di ricordare che qualcosa vada storto durante il furto… Non ricordo esattamente.
Sì controllerò. Intanto voi registratevi “Hudson Hawk” domani sera.

“You can be better than you are
You could be swingin’ on a star”

Six feet under

25-Mar-04

Dopo snervanti rinvii ed anticipazioni è finalmente partita su Italia 1 una delle serie televisive più attese del momento: "Six feet under".  Ovviamente data l’ambientazione  e gli argomenti trattati la serie è stata inserita in palinsesto ad un orario "tranquillo" adatto ad un pubblico nottambulo ed insonne. Le puntate sono trasmesse con il bollino rosso che segnala che il programma è rivolto ad un pubblico adulto e, come se non bastasse, alla ripresa dopo gli stacchi pubblicitari appare una scritta scorrevole che, caso mai non l’avessimo capito, ribadisce  minacciosamente il concetto.
Citando il grande Massimo Troisi mi viene quasi da rispondere "Sì, sì. Ho capito, mo’ me lo segno". Non voglio assumere atteggiamenti puristi, intransigenti ed integralisti, comprendo anche le ragioni dell’emittente, però queste scritte e  questi bollini a me danno fastidio, quasi più della pubblicità anche se penso che siano  un male necessario.

Sono convinto che "Six feet under" non avrà vita facile su Italia 1, incominceranno a saltare le puntate  e a sostituirle con programmi di motociclismo, talk show e quant’altro di più rassicurante per poi  farla silenziosamente sparire come fecero a suo tempo con "Millennium" che, tra l’altro è riapparsa su Italia 1. Per fortuna dal 5 aprile sarà trasmessa anche su Fox, senza bollini, senza scritte scorrevoli e con una quantità di pubblicità accettabile e, presumo, in edizione integrale. Staremo a vedere. Nella peggiore delle ipotesi abbiamo già a disposizione i DVD.

In base ai due episodi che ho visto ieri mi sono fatto l’idea che tratti di una serie  interessante, non è affatto comica come alcuni incauti comunicati sostenevano; la famiglia Addams, per intenderci non c’entra nulla. Senz’altro è dominata da un grottesco humor nero che spezza il registro drammatico  ma i temi importanti della serie non sono affatto affrontati in modo divertente.

Vendendo i due episodi di ieri non ho potuto fare a meno di considerare quanto queste nuove serie televisive debbano a Twin Peaks che ha introdotto un modo di concepire il serial che, all’epoca, era senz’altro innovativo.  Non ci sono  più  le famiglie rassicuranti  di una volta con giardino, cane fedele e moglie amorevole, tutto è deviato e spiazzante fino ad arrivare, appunto, al grottesco e al macabro. Si affrontano argomenti fino a poco tempo fa assolutamente vietati come l’omosessualità, la droga, il sesso e, nel caso di "Six feet under", la morte che apre ogni episodio.

Ormai è una tendenza che, mi permetto di affermare, incomincia a produrre risultati prevedibili,  cambiano gli sfondi e i soggetti,  ma i temi, e il modo in cui sono affrontati, incominciano a ripetersi. Senz’altro ci sono piccole evoluzioni ma l’ennesima rivoluzione annunciata è, secondo me, ancora rinviata.  Con questo non voglio dire che "Six feet under" sia una serie deludente, anzi. Mi  chiedo  solo quando, e se, effettivamente  qualcuno riuscirà a ridefinire  ed innovare ancora una volta il serial anche se è difficile immaginare che cos’altro si potrà proporre e inventare; mi rendo conto che non è semplice anche perché bisogna saper individuare i gusti del pubblico e, talvolta, saperli indirizzare.
Io aspetto e, nel frattempo, programmo il mio fidato videoregistratore sperando che, bontà sua, mi permetta di seguire le vicende della famiglia Fisher che, senz’altro, rimangono per  tanti buoni motivi,  da vedere.

31 telefilm. Anzi no, 21

15-Mar-04

Il gioco delle 31 cose della vita continua grazie al caro Cooper che dopo le canzoni di Nick Hornby e i film aggiunge i telefilm.
Il gioco è stato poi ripreso, in ordine sparso, da Emanuela Zini, Poldo, Aspettando Kroeger
Una ottima idea. Anche se mi crea un piccolo problema: io sto cominciando a vedere la televisione solo da poco tempo, confesso grazie a Sky; per anni ho evitato di farlo un po’ per assoluta mancanza di tempo, un po’ per una sorta di idiosincrasia nei confronti della pubblicità e un po’ perché, tranne debite e circoscritte eccezioni, c’era molto poco da vedere.
Ecco perché gran parte dei miei ricordi televisivi sono molto risalenti nel tempo, riguardano un’epoca, anzi un’era, in cui i canali televisivi erano due e in bianco e nero e c’erano anche gli sceneggiati televisivi; quest’ultimi, forse impropriamente, sono stati aggiunti alla lista lista che segue.
Malgrado tutto non sono riuscito a fare 31. Mi accontento di 21 telefilm perché, come dice Cooper, non ci sono regole… dopotutto.

1. Arsenio Lupin

E’ il nonno di quello cartoni animati con gli occhi a mandorla; aveva il volto di Gorge Decriérs ed era introdotto da un motivetto accattivante come pochi (grazie ad Animamia). Come tutti i ladri galantuomini è in pensione da tempo. Mentre il nipote spopola i nostalgici forse sperano che qualcuno tiri fuori i nastri da qualche stanzone e li ritrasmetta, sono solo 26 episiodi da 60 minuti. Li vedevo la sera a casa dei nonni, quella in cui vivo adesso. E’ prossima la pubblicazione della serie su DVD

2. Saturnino Farandola

E’ uno sceneggiato andato in onda in Italia per la prima volta nel 1977, anche se io ricordo di averlo visto molto prima: 15 episodi di avventure esotiche con costumi e scenografie molto semplici. Il protagonista era un giovane Mariano Rigillo. Mi piacerebbe rivederlo ma credo che anche questo si sia perso in qualche stanzino della RAI. Tra l’altro ricordo addirittura una seconda serie di cui vidi solo la prima puntata riassuntiva della precedente. Può darsi che mi sbagli.
Divertenti le musiche, la sigla è qui, grazie ancora ad Animamia.
Il giorno in cui trasmisero la prima puntata io avevo la febbre.

3 Pippi Calzelunghe
Anarchica e diseducativa.
Io ho subito crudeli rappresaglie per i miei giochi fuori posto e a questa Pippi (”il nome strano fa un po’ ridere, ma voi riderete per quello che farò”) permettevano di tenere anche un cavallo in casa e una scimmietta sulla spalla.
Poi dicono che siamo una generazione strana. La sigla è qui grazie sempre ad Animamia.

4. Zorro
Per intenderci quando, da piccolo mi chiedevano cosa volessi fare da grande, io rispondevo: “Zorro”. Ero sicuro ci sarei riuscito, il mantello ce l’avevo, bastava una asciugamano, mi mancava solo il servo muto.
Rivisto ora nella versione colorizzata ha perso molto del suo fascino. L’immagine di Zorro sul cavallo che si impenna sotto i fulmini è una di quelle che ti rimangono impresse per sempre.
Sono sempre in cerca di un servo muto… caso mai.

5. Il giornalino di Gianburrasca

Rimasi molto male quando mi rivelarono che Rita Pavone era Giovannino Stoppani. Certe marachelle le dovevano fare solo i maschietti. Quando mi spiegarono che la storia era inventata da un certo Vamba pensai di leggere anche altri libri di Vamba. Iniziai con “Ciondolino” ma mi annoiai presto e finì lì.
Viva la pappa col pomodoro! A prescindere.

6. Pinocchio

Qualsiasi tentativo di imitarlo o riproporlo è inutile, neanche Benigni l’ha capito. Il vero Geppetto rimarrà sempre Nino Manfredi.
Uno sceneggiato che ha segnato una generazione restituendoci una favola molto più cruda e realista di quella che ci raccontavano da piccoli.
Bravo Comencini.

7. Belfagor. Il Fantasma del Louvre

Esiste una generazione di bambini terrorizzati, anzi quasi traumatizzati. da questo sceneggiato in bianco e nero. Lo affermano i curatori della trasmissione “Destinazione Serie” che andava in onda su Jimmy e l’ho verificato anche io con i miei coetanei. Tutti ricordano la paura che questo sceneggiato trasmetteva al punto tale che “Se non la smetti chiamo Bèlfagor” diventò una minaccia, efficacissima, di mamme e fratelli maggiori. L’ho rivisto di recente su DVD e non ho paura ad ammetterlo che un po’ di strizza ce l’ho avuta.

8. Furia

Ad ora di cena quando già non c’era più Carosello e il telegiornale era anticipato dalla sigla di “Almanacco del giorno dopo”. Tutto sommato una serie noiosa con un ragazzino affidato a due zii, uno rassicurante, l’altro meno. I veri eroi erano questo cavallo nero e Mal dei Primitives che cantava la sigla della serie in cui si diceva che Furia beveva solo caffè per mantenere il suo pelo più nero che c’è. Certo che nella vita se ne sentono di stupidaggini. Eppure era un appuntamento fisso ed ero già grandicello.

9. Il Vendicatore di Corbelliers

Non sono sicuro del titolo di questo sceneggiato, credo francese, che aveva come protagonista un cascone biondo che alla fine si rivela essere un essere sovra umano, forse un robot. Non ricordo. La serie era ambientata nell’800. Scena cult e’ nell’ultimo episodio, quando il cascone viene accoltellato alle spalle, non se ne da per inteso e continua a camminare con il coltello tra le scapole.

10. Spazio 1999

Che altro devo aggiungere dopo aver scritto questo?
La prima serie rimane un mito assoluto. Non credo sia mai esistita una serie di fantascienza così ricca di idee. La seconda serie perde qualcosa nel tentativo di colorarsi ma acquista la mitica Maya con complessi ma temporanei poteri di trasformazione molecolare. Puntata cult quella in cui si trasforma in uccello e viene chiusa in una gabbia dalla quale deve uscire prima che il suo potere la riporti alla forma umana uccidendola. Tra gli alfani si aggiunge un italo americano confermando che gli italiani li trovi dappertutto, anche sulla Luna alla deriva nello spazio.

11. Zaffiro e Acciaio

Storie stranissime, due protagonisti viaggiano nel tempo per correggere l’anarchia e il disordine. Lui è sempre in smoking, lei è in abito da sera e fuma.
La serie non deve aver avuto molto successo in Italia, forse a causa di una certa celebralità degli argomenti. Rimane un mio personale cult che difficilmente riuscirò a recuperare. L’ho rivista un paio di estati fa in vacanza, trasmessa da una televisione locale italiana.

12. Doctor Who

Ci sarebbe da fare una petizione. Una serie meravigliosa trasmessa in Italia in modo disordinato e occasionale e solo in una delle sue tante edizioni. Il “Dizionario dei telefilm” segnala circa 700 episodi. Embe’ a chi aspettate a riempire i palinsesti o davvero credete che possiamo tornare indietro nel tempo usando una cabina telefonica.

13. Millennium

Ne ho già scritto. Mi piace molto, il tema cupamente millenarista, il fatto di non concedere nulla allo spettatore e al gusto dell’audience. Lance Henryksen recita in modo assolutamente superlativo. Sto vedendo ora la seconda serie.

14. Scrubs

Ebbene sì, mi fa ridere. Zach Braff mi ricorda le prime, primissime cose, di Tom Hanks. Le gag sono dirette in modo efficace e il dottor Cox mi è simpatico. La prima serie sta finendo. Attendo la seconda.

15. Tre cuori in affitto

Serie divertentissima con il compianto Ritter. La associo al doppio turno a scuola, si entrava all’una e mezza una settimana sì e l’altra no. Quindi ho visto solo metà degli episodi.
Ci credereste ? Esiste ancora un sito semi ufficiale e la serie in DVD.

16. Happy Days

Si può affermare con un ottimo margine di certezza che il mondo si divide in due categorie di persone: quelli che almeno una volta nella vita hanno imitato Fonzie e chi no.
Hey!!.
Marion Ross era mamma Cunningham

17. Ellery Queen

La mia serie gialla per eccellenza. Il suo segreto era nell’espediente narrativo per cui il Ellery, verso la fine dell’episodio si rivolgeva al pubblico dicendo che sì, ormai era tutto chiaro, l’assassino era in trappola. A questo aggiungeva qualche indizio e poi tutti ad assistere alla rivelazione. Per la cronaca io non mai indovinato l’assassino. Da cult la sigla. Hanno avuto l’intelligenza di riproporla in televisione quindi almeno la serie non è mai mancata. Hutton, l’attore che interpretava Ellery purtroppo sì. Su questa serie esiste addirittura un fan site

18. I sopravvissuti

Credo uno dei primi sceneggiati post catastrofe. La vita sul mondo dopo che una epidemia ne ha decimato la popolazione. Produzione sontuosamente inglese. In Italia sono state trasmesse solo due serie su tre. In arrivo i DVD almeno per il mercato inglese. Anche in questo caso sono curioso di sapere come andava finire.

19. I segreti di Twin Peaks

E all’improvviso quelli che, con atteggiamento snob e intellettuale, rimproverano il pubblico di Beautiful, si trovarono a seguire qualcosa che aveva una struttura esattamente identica. Solo un po’ più Lynciana. Questione di dettagli.
Come sta Annie?

20. Senza titolo

Non ricordo il titolo di questa serie, non ricordo il cast e, disdetta, non era trasmessa in un giorno fisso della settimana ma era destinata a coprire buchi di palinsesto.
Il protagonista era un agente di Scotland Yard che ne combinava di tutti i colori. Peggio di Closeau e di Mr. Bean messi insieme. Mi pare che il personaggio si chiamasse Brigs o qualcosa del genere. Ricordo di aver assistito a più di un episodio ridendo dai titoli di testa a quelli di coda. 21. Sandokan

Permettete? Che palle!! Ho un pessimo rapporto con Salgari perché mi hanno regalato per anni suoi libri senza mai chiedermi se mi piacessero. Lo sceneggiato a puntate mi era imposto, anche il temino a scuola e la raccolta delle figurine. Che palle lo sceneggiato e anche le mille perle di Labuan a Carnevale. Quando lo trasmisero la prima volta io facevo il tifo per Adolfo Celi.

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