Botta, risposta. Postilla.
Prima la botta.
Ansa.
Pasquale Scimeca, regista:
Il sistema delle sale è paramafioso.
La gente vuole vedere qualcosa di diverso ma glielo impediscono.
[...]
In Italia il 97% del mercato passa per 6 distributori, che poi sono 3, visto che Disney, Buena Vista e Warner sono la stessa cosa
La risposta.
Via Cinematografo.it
Paolo Protti, presidente dell’ANEC (Associazione Nazionale Esercenti Cinema):
Scimeca è solo in cerca di facile pubblicità.
Non c’è altra spiegazione al suo attacco di oggi.
[..] E’ talmente poco vero che al pubblico venga negato quel che vuole vedere, che gli spettatori sono quest’anno in sensibile aumento, e molti di quanti frequentano le sale, scelgono film italiani di ogni tipologia. Alle altre, confuse e improbabili tesi del regista, non vale la pena di replicare.
La postilla è mia.
Premesso che dare del paramafioso non è il massimo del garbo e che, anzi, sfiora la diffamazione, è anche vero che, ad esempio, a Napoli questo week-end è difficile vedere un film italiano che non sia “Matrimonio alle Bahamas” o “SMS- Sotto Mentite Spoglie” (che sono nelle tre stesse multisala ) o “Come tu mi vuoi” (che esce in quattro multisala, le stesse di prima più una).
Mi pare evidente, allora, che “al pubblico venga negato quel che vuole vedere” se desidera vedere qualcosa di diverso rispetto al cinema che gli esercenti e distributori hanno deciso di fare vedere.
Ma questa decisione è di mercato o di cartello?
Io, senza tirare in ballo teste di cavallo nel letto, ho dei dubbi.
Dubbi alimentati anche dalla rapidità di passaggio nelle sale di alcuni titoli e per la assenza totale di altri.
Intanto “Tideland” è uscito a Napoli, in una sala. Rimarrà per il week end.

