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Tag Archives: Recensioni - film visti in DVD

H. Un film di Jong-hyuk Lee

16-Mar-06

Ho visto un film coreano che mi è piaciuto.
Il film è del 2002 ed è uscito in DVD, anche a noleggio, da poco.
H“, questo il titolo del film, è un thriller, diretto da Lee Jong hyeok, in cui è facile rintracciare tracce evidenti di alcuni film occidentali
Storia di serial killer spietati e sanguinosi, messa in scena con una pulizia e con un rigore formale tale da apparire, in qualche occasione, quasi l’esercizio di un solenne rituale. “H” è un thriller perfetto, cristallino, caratterizzato da meravigliose sequenze in cui non c’è un solo dettaglio fuori luogo.
A tratti sembra, se mi passate il paragone, una specie di “Seven” ma glaciale, asciutto, rarefatto. Non meno crudele e violento. Anzi.
Il film, con immagini molto violente, si alimenta di una tensione sottile che penetra senza incalzare; i dialoghi si limitano a “costeggiare” la storia senza scendere in banalità didascaliche.
Il film gioca molto sul “vedere” e, quindi, sul “mostrare”; la stessa soluzione del giallo è provocatoriamente, e con freddezza calcolata, mostrata, quasi con ostentazione, allo spettatore.
Impossibile che vi sfugga, a meno che… a meno che non siate voi stessi il serial killer.
Da vedere.

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The Interpreter

15-Mar-06

The Interpreter” è passato più per le cronache che per i cinema. La pellicola fu, infatti, il pomo della discordia a proposito della distribuzione dei film sui cellulari in contemporanea con le sale.
Gli esercenti protestarono e quelli che lo avevano in programmazione lo tolsero.
Mi pare che la cosa finì in Tribunale.
Così, chi considera vedere un film su un cellulare pressappoco una barbarie, non ha potuto vederlo nelle sale.
Insomma, alla fine a perderci sono stati gli spettatori.
Per fortuna esiste il noleggio dei DVD.
Il film, presentato come un thriller, è in realtà un ibrido che mescola un po’ di emozioni da complotto internazionale (con sospette tracce di un “Intrigo internazionale” con tanto di uomini che sanno troppo), un pizzico di retorica politica e un accenno ad un tentativo di love story.
Chi dirige, Pollack, non sbaglia un colpo.
Chi scrive i dialoghi, forse, ne manca più di uno non riuscendo a gestire le diverse tensioni evocate dalla storia spesso lasciandole andare sul più bello.
Chi recita, infine, fa il suo mestiere al meglio.
Insomma alla fine rimane l’impressione di una occasione mancata malgrado i nomi e il tema.

Dark water

13-Mar-06

Dark Water Visione, in DVD a noleggio, di “Dark Water ” remake di un film giapponese diretto, a suo tempo, da Hideo Nakata.
Non ho visto l’orginale quindi non posso fare paragoni e calcolare medie ponderate. Posso solo scrivere che questo film mi è piaciuto, discretamente.
La Connely tiene banco e certo non si può dire che non conosca la misura; cosa questa che, recitando in un horror, è facile perdere.
La regia è perfetta: il brasiliano Walter Salles maneggia una storia giapponese e l’ambienta in una New York plumbea, anonima al punto tale che potrebbe essere qualsiasi città del mondo, una scenografia perfetta in cui far strisciare fantasmi e raccontare solitudini. Una città paurosamente grigia, inondata da una pioggia perenne, una atmosfera cupa e asfittica di un mastodontico palazzone che sembra vuoto e che è isolato malgrado sia ad un passo dal centro New York; un palazzone che, almeno per lo spettatore, sembra essere raggiungibile solo con una teleferica: una perfetta eleborazione moderna del tema della casa isolata e senza vicini caro al genere. Tutto è sufficiente, se non a spaventare, a tenere almeno sulla corda senza agitare arti mozzi o ricorrere a trucchi (quelli che ti fanno saltare dalla sedia che poi scopri che era un gatto, per intenderci). Un film horror un po’ virato all’intimismo, forse distante dai canoni ma non per questo meno riuscito. Anzi.
Tutto poggia su ottimo mestiere e anche sulla musica di Badalamenti; il resto lo fanno i fantasmi che bisbigliano e le correnti di acqua oscura e limacciosa di cui il titolo.
Forse il bandolo della vicenda è meno oscuro e suona, alla fine, prevedibile.
La storia si ripete, è vero, ma questa volta quasi non te ne accorgi.
Non vi accorgerete neanche di un grande, ma irriconoscibile, Tim Roth che scopirerete solo nei titoli di coda.

I guardiani della notte

28-Feb-06

I guardiani della notte” è un film horror-fantasy di ambientazione moderna prodotto e girato in Russia con pochi mezzi.
E’ il primo atto di una trilogia tratta da una serie di romanzi di Sergei Lukyanenko (il primo è pubblicato in Italia da Mondadori).
Si tratta, quindi, di una saga contemporanea, moderna che non ha ancora avuto il tempo di maturare quel fascino e quella sedimentazione nell’immaginario collettivo che possono vantare altre saghe.
Crearne una trilogia anche cinematografica è, quindi, una scommessa, data la provenienza, e un atto di coraggio e di fede, visto il tipo di film.
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The descent

26-Feb-06

The Descent“, film uscito nelle sale lo scorso inverno e ora disponibile a noleggio in DVD, è un horror costruito integralmente sugli stereotipi del genere.
Nessuno dei componenti, quasi paradigmatici, è stato, infatti, escluso come, ad esempio, quello che vuole che il protagonista più forte e spavaldo finisca per essere la prima vittima.
Malgrado, quindi, una costruzione prevedibile, “The Descent” è stato un film horror che mi ha davvero fatto paura, mi ha spaventato assicurandomi un’ora e mezza di tensione, inclusa la sequenza finale, forse prevedibile, ma terribile.

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