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Tag Archives: Recensioni - film visti in DVD

The host - Gwoemul

21-Apr-08

the host “The host” è stato una sorpresa. Anzi molto di più.
“The host” è un film coreano girato nel 2006 da Joon-ho Bong che per motivi assolutamente misteriosi non è stato distribuito in Italia malgrado il successo pressappoco planetario.
Diversi blogger italiani ne hanno scritto con toni a dir poco enfatici, tanto da indurmi a comprarlo su play.com (edizione doppio disco) e a vederlo in coreano con sottotitoli in inglese.
Malgrado il coreano sottotitolato, “The host” mi “ha preso” e mi ha inchiodato alla poltrona.
E’ un monster movie con una trama ricca, animata da  gran bei personaggi; un monster movie in cui il mostro si vede molto bene e non è solo uno strumento di marketing. E’ un film in cui l’alternarsi di registri e stili è meravigliosamente fluido, senza scatti, senza quella impressione di siparietto automatico che contraddistingue costruzioni del genere.

Molte sequenze sono indimenticabili e sbalorditive: cito solo quella mozzafiato della prima apparizione del mostro.
Insomma, da vedere e poi, magari, si fa il paragone con il gioco di “Cloverfield” e si tracciano le dovute differenze e ci si chiede perché a scriverne sono solo i blogger malgrado non sia uscito nelle sale.
Tra i tanti post che ho letto questo di The critic è molto interessante.

Hot Fuzz

31-Mar-08

Hot FuzzLa cosa più divertente di “Hott fuzz” non  è il rincorrersi di gag e battute più o meno riuscite, ma il modo in cui è girato.
La parodia non è  solo nei dialoghi o nella storia ma è¨ anche nei movimenti di camera o nei punti di ripresa, negli stacchi di montaggio che mimano fedelmente lo stile di ciò che si vuole parodiare.
L’effetto comico, la risata,  è in agguato proprio tra le pieghe di questo contrasto tra “serietà ” quasi filologica della regia alla quale si contrappone sempre una immagine, un contesto evidentemente fuori luogo. Il gioco, esplicito sin dall’inizio, non stanca perché riesce a rinnovarsi con inventiva ed intelligenza, attingendo da più fonti senza ripetersi.
Si ride quindi, di buon moderato gusto, tra duelli alla Leone con pistoleri che si sparano da soli, sopralluoghi alla CSI (Las Vegas), irruzioni alla Bruce Willis, decapitazioni e sgozzamenti da slasher e montaggi frenetici degni dei migliori film di azione.
“Hot fuzz” è  un film forse più  riuscito di “Shaun of the Dead” o almeno io l’ho trovato molto più  divertente ma, forse solo perché  conosco meglio la cinematografia di riferimento, peccato averlo perso a cinema….
Vale la pena vederlo almeno in DVD.

The Nines

18-Feb-08

John August è uno sceneggiatore dal curriculum interessante: un paio di lavori con Burton e i due Charlie’s Angel …
…Nessuno è perfetto.
August cura un vivace blog, credo uno dei pochi di un professionista del cinema, ed ha diretto la sua opera prima. “The nines” che è passata al Sundance.
In Europa il film non ha ancora una distribuzione.
Escludo una distribuzione in futuro ma, come vedremo August è riuscito a trovare pubblico estero per un film non distribuito sul mercato creando, forse con un po’ di saggia malizia mercantile, il caso e la conversazione.

In pratica “The nines” è finito, come tutti i film, nei circuiti del P2P.
Ma almeno con una mezza benedizione del regista che, attraverso il blog, ammise che sì scaricare il film è cosa cattiva e malvagia che non lo rende felice. Ma se, con tempi che corrono e i pirati che ci sono in giro, il P2P è l’unico modo che ha il pubblico per vederlo... allora un occhio si chiude anche perchè è un progetto piccolo e mio.
Insomma una benedizione che è simile ad una indulgenza ad incasso futuro.
Un’occhiolino da, non tanto involontario, investor che potrebbe anche funzionare visto che sono molte le persone che hanno visto “The Nines” e che, mondati dal peccato, ne possono scrivere.
Magari qualcuno una decina di euro per una buona edizione in DVD ce li metterebbe anche, io incluso.

Il film.
“The nines” ha i pregi e i difetti di un film creato da uno sceneggiatore, da uno che i film li scrive.
Un classico film di struttura, cesellata e tornita, con incastri perfetti.
Un gioco di piani scorrevoli che giocano su superfici ben levigate, senza scosse e blocchi.
The nines” è un prisma da scomporre, da guardarci dentro.
E’ un film, magari anche da entrarci dentro per vedere come, da lì si vede il “di fuori”.
Bello da scrivere, da leggere e anche bello da vedere grazie ad una messa in scena che mescola più stili di ripresa e belle idee, non proprio di giornata, messe con molta naturalezza.
Forse il piccolo difetto è proprio il voler dire troppo, il soffermarsi su troppe cose che alla fine, quando finisce, devi arrovellarti per rimettere a posto i pezzi perchè sai che nel film c’è molto non cogliesti.

Allora lo devi rivedere e rileggere, devi entrarci ancora dentro e capire come uno scrittore vede le sue creature, come sente il suo ruolo di creatore, la sua responsabilità per i personaggi che crea e per le loro scelte…. e poi come vede il pubblico.
Gioco interessante, divertente, forse un po’ celebrale e, punta d’orgoglio, le stesse cose che diceva e scriveva un premio Nobel per la letteratura.
Italiano di Girgenti.
Che lo fece con sei personaggi.

Invasion

12-Feb-08

Ho noleggiato il DVD di “Invasion” per riempire un sabato pomeriggio uggioso e abulico.
Pensavo fosse un film terribile, al di sotto della soglia della normale “guardabilità”.
Forse ne avevo letto così in giro.
Invece è stata una sorpresa, perché “Invasion” è il filmetto che non ti aspetti, malgrado sia il terzo (vado a memoria) remake esplicito di un classico e malgrado anche il fatto che non mi piacciono i remake.
In questo è stata, ancora una volta, modificata ed aggiornata la storia; non ci sono più i celebri baccelloni, un russo rosso un po’ sgradevole nell’eloquio, è una vittima come gli altri.
Proprio ad un russo rosso è, significativamente, consegnata la battuta che spiega, con un eccesso perdonabile di tono didascalico, il senso della metafora che alimenta il film. Metafora ovviamente diversa da quella di un film degli anni ‘50.
La Kidman è bravissima, ma da queste parti siamo, come dire, di parte. Craig è un po’ meno scimmiesco del solito. Non mancano, infine, il ritmo e un paio di sequenze riuscite.
Sporcano un po’ il film, e forse contribuiscono a renderlo un po’ meno efficace, sia il gusto inutile per certe cose alla horror movie di qualche sequenza e un paio di “spiegoni” un po’ semplicistici in cui utilità, ai fini del film, appare vagamente riempitiva.
In fin dei conti poco male, il film mi ha divertito.
Molto bella, e preferibile, la locandina orginale del film.

Funeral Party

04-Jan-08

Chiarezza, innanzitutto.
Fare battute grevi e dire parolacce ad un funerale non è “black british humor”.
Lo scrivo giusto per rispondere, almeno idealmente, tutti quelli che hanno considerato “Funeral Party“, il film diretto da Frank Oz ora disponibile a noleggio in DVD, un capolavoro di comicità brithish.
Il film fa ridere, ha i suoi momenti più o meno riusciti, ma è pur sempre umorismo di grana grossa, di stampo molto americano, che tenta di snodarsi su gag per lo più prevedibili, a volte di una metallica automaticità che quasi si sente il rumore degli ingranaggi.
Non è necessario alcuno sforzo per immaginare gli inneschi comici suggeriti di una boccetta di valium contenente pillole che valium non sono o, ancora, a cosa possa servire un vecchietto su sedia a rotelle ad un funerale. Per non parlare, poi, del piccoletto (un simpaticissimo Peter Dinklage).
Il catalogo potrebbe continuare, ma vi sottrarrei il piacere delle scarse sorprese qualora vi interessi vedere il film.
Frank Oz dirige in modo invisibile ma non riesce donare particolare fluidità al film che procede per scene in successione automatica. Non c’è crescendo nè imprevedibilità e l’unica cosa certamente inglese è metà dell’ottimo cast, la villa, il prato e le macchine con il volante dal lato sbagliato.

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