Se vai a vedere un film di Brian De Palma che si annuncia essere un sontuoso noir (addirittura tratto, e benedetto, da Ellroy) e, alla fine del primo tempo, desideri essere altrove rimpiangendo la pila di DVD che è sul tuo televisore, allora, ci sono tre possibilità , non necessariamente alternative.
1) “The Black Dahlia” è un film brutto. Quasi peggio di “Mission to Mars“, ma in quel caso potevi dare la colpa a solo Gary Sinise, mentre qui sono tutti pessimi. Anche le comparse.
2) Non sei dell’umore adatto per divertirti con uno che, tra svolazzi hitchcockiani e piani sequenza da brivido, cerca di raccontarti una storia riflettendo sul cinema. Spesso sul suo. Solo sul suo.
3) Sei un ignorante. Di cinema non capisci una mazza e De Palma non è per te. Torna a studiare e non seccarci con questi post. Anzi per dirla con le parole dell’adorabile Cooper sei uno di quegli “individui che non conoscono De Palma, che non l�hanno mai capito, che non hanno mai cercato di capirlo, e che di volta in volta hanno ingabbiato il suo cinema in una sequela di sciocche banalità “.
Propendo, per pura presunzione e per autodifesa, per la prima.
Molti sottoscriveranno la seconda.
Cooper, e tanti altri, per la terza.
Io mi rivedo, nel frattempo, “Femme fatale“, perchè almeno in quello una vera donna fatale c’era (che, da sola manda a casa, le tre bambolotte bianca, nera e nera di questo film), si svolazzava su Hitchcock ma, c’era anche una storia chiara e appassionante (e che storia! Che film!).
Quando avrò tempo cercherò anche qualche spiegazione, adesso non ho voglia di perdere altro tempo.
Delle pure riflessioni sul cinema me ne frego, anche a costo di ingabbiare il cinema di De Palma in una sequela di sciocche banalità.
Che devo ancora capire quale delle due dominasse in questo “The Black Dhalia”.
Anche “
Stephen Frears da Leicester, suddito discolo di HM The Queen, confeziona un coraggioso biopic contemporaneo mantendendo una saggia distanza da una deriva di “cospirazioni spiegate al popolo” e da un glamour lacrimoso da televisione di inizio millennio. Scelta coraggiosa in tempi in cui, come dice la Regina nel film, non sembra si desideri altro.
… comunque volevo dire che ho visto “

