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Tag Archives: Pupi Avati

Dove comincia la notte

23-Nov-07

Dove comincia la note Suggestione cinefila.
Il nascondiglio” ricorda per certi aspetti un altro film scritto da Pupi Avati: “Dove comincia la notte” .
E’ un film del 1991 che ricordo come un magnifico thriller diretto dal quasi esordiente Maurizio Zaccaro e interpretato da attori, almeno allora, poco noti.
Vinse anche un David di Donatello ma non ricordo ebbe una enorme distribuzione.
“Dove comicia la notte”si sovrappone a “Il nascondiglio” in più punti.
Oltre ad essere scritto da Avati, abbiamo un mistero del passato, una casa con un ospite inquieto e una indagine.
Altro punto in comune è l’ambientazione americana di una produzione italiana.
La locandina promette sangue a litri ma è più un omaggio “iconico” e mercantile agli slasher dell’epoca.
Il film è, invece, giocato sul non mostrare nulla e nel costruire una crescente tensione con la sola atmosfera nella sua manifestazione più semplice.
Un esercizio di narrazione molto raffinato senza le ottime “lezioni di gotico” de “Il nascondiglio”.
Lo spettatore è abbandonato sul ciglio di una ghost story ed è invitato ad entrare in un labirinto che scoprirà abitato da più di un fantasma.
Il finale è spiazzante, malsano.
All’epoca mi inquietò molto.
Ho fatto delle ricerche e ho scoperto che il film esiste solo in VHS ed è, a tutti gli effetti, una rarità.
Non sarebbe male recuperarlo in DVD.
Qualcuno di voi lì fuori lo ricorda?

Il nascondiglio

21-Nov-07

Il nascondiglioNel nascondiglio di Pupi Avati non manca nulla.
C’è una scala in legno al buio, la bufera e un ascensore che si blocca.
Ci sono anche i trilli improvvisi del telefono, i cigolii e i bisbigli notturni, la bara occultata, la donna in nero e la colonna sonora tirata tutta a stridori di archi.
Nel nascondiglio di Avati c’è posto anche per un cieco che svela parte della storia e per un prete che, invece, cerca di nasconderla.
Storia che è rivelata, come si conviene, a morsi.
Prima un pezzo, poi si scopre altro in biblioteca e, alla fine, si ha l’insieme.
Nel nascondiglio di Avati non manca il cattivo che, vicino ad un cimitero, ringhia guatando dall’interno di una automobile. Per finire abbiamo anche una povera vecchia alla quale manca senz’altro qualcos’altro, oltre che le rotelle.
“Il nascondiglio” di Pupi Avati è un film di puro artigianato che rispetta tutti i canoni del genere di riferimento ed è ben confezionato per l’esportazione (recitato in inglese ed ambientato negli Stati Uniti di America).
Non è un film così pauroso e terribile come ci si aspetterebbe, visti i precedenti.
La famosa “anima nera” di Avati scolora e affanna un po’ ma il mestiere nel mescolare gli elementi c’è, è tanto e si vede.
C’è, e si vede, una vivace passione nel voler raccontare una storia di vecchie case diroccate con una scala di legno, un ascensore che si blocca, i trilli notturni del telefono, i bisbigli notturni, la donna in nero ….

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