Skip to content

Tag Archives: 1408

Basta con i finali alternativi

17-Jan-08

Questa l’avevo segnalata di là .
La segnalo anche di qua facendo seguire alcune mie considerazioni.

Esiste un finale diverso di “Io sono leggenda” , lo ha ammesso il regista Francis Lawrence dicendo che questo finale alternativo finirà sul DVD. Non sulla prima edizione ma sulla seconda.

Non più di un paio di settimane fa lessi che per “The Kingdom” era stato scritto un finale diverso che, mi pare di ricordare, non fu mai girato.

Una delle critiche che si leggono su “1408″ è che l’edizione europea ha un finale diverso rispetto alla edizione americana. Finale che, da quello che ho capito, è migliore ed è finito in DVD.

Ora, capisco la postmodernità, comprendo che il supporto DVD permetta questo, ed altro, partecipo ai tormenti del final (director’s) cup.
Tutto quello che volete, ma fare un film significa anche fare scelte sulla storia.
Fare scelte significa rischiare anche che il pubblico borbotti, la critica maltratti e giudichi.
Con la scappatoia dell’altro finale, delle scene tagliate e cosi’ via si crea una perenne “uscita di sicurezza” a disposizione del regista, scrittore ecc. ecc.
Si perde, in qualche modo, il fascino della narrazione univoca, quella unilaterale. Quella che “ti racconto una storia che finisce come ho deciso e non come ti piace.
Ho il timore che tra qualche anno arriveremo a forme di snodabilità cinematografiche e che nel prossimo “Titanic” affonderà a solo la scialuppa di salvataggio con i cattivi, che Bogart e Bergman mettano su famiglia oppure che nel “Il sesto senso”…

Ah, dimenticavo… una lamentela del genere l’avevo già scritta nel 2003…

1408

26-Nov-07

1408 Sono sempre scettico, tranne le dovute eccezioni, sui film tratti da Stephen King.
E’ uno dei miei pregiudizi da cinefilo
Questa, però, è una di quelle volte in cui mi sono dovuto ricredere.
“1408″ è un horror ben fatto che mantiene tutte le promesse senza cercare di stupire con effetti e senza divagazioni di maniera.
“1408″ è, infatti un film secco, semplice, raccontato in un teso tempo reale con quasi una sola ambientazione e un solo protagonista.
C’era abbastanza materiale per cedere alla tentazione del virtuoso regista che dirige l’altrettanto virtuoso attore che, a sua volta, si muove su una sceneggiatura riempita di colpi a sorpresa.
E invece no.
Cusack è sobrio ma efficace, la regia è semplice e la sceneggiatura è carica al punto giusto e ha solo qualche venale momento di affanno.

Tutto funziona e si rimane inchiodati alla poltrona per un po’.
Per un horror, e di questi tempi, non è cosa da poco.

web counter