La vendetta del barbiere che decolla le persone a colpi di rasoio è un racconto burtoniano, il caso di dirlo, nel sangue.
Il paradigma di Burton, nella versione cinematografica, è evidente in ogni singola sequenza, in ogni movimento di camera e in qualsiasi cucitura d’abito, pallore di viso o scenografia.
I fan del regista californiano troveranno ciò che adorano: l’alter ego in odore di Oscar con altre lame taglienti per le mani, la rappresentazione di solitudini convergenti, una Londra cenciosa e piagata che sembra Gotham ante litteram, illuminata dalla luce a gas.
Anche l’inserto, per così dire ,”By the sea” sembra, generosamente attinto “Beetlejuice”.
Il resto è scuola di millimetrica precisione, anzi millilitrica dato il liquido rosso.
La mia impressione, per quel che conta, è che “Sweeney Todd: il diabolico barbiere di Fleet Street” abbia il pregio di essere una opera di Burton con il limite di una certa rigidità.
E’ vero che l’adattamento di un musical è ancora più forzato e necessitato rispetto all’adattamento di un romanzo e che ciò che funziona meravigliosamente a teatro potrebbe non funzionare a cinema.
Ma si avverte nel film una sorta di freno, una briglia perennemente tirata, stavolta da un cavaliere con troppa testa. E’ senz’altro vero che la musica, e un musical, ha misure che obbligano a contenere i guizzi e le improvvisazioni.
E’ vero, anche, che chi scrive non è in grado di fare paragoni con l’opera di provenienza e che le supposizioni circa i rapporti tra opere derivate trovano sempre il tempo che trovano.
Me la cavo, quindi, semplificando: troppo sangue che scorre a cominciare dai favolosi titoli di testa ma, dopo un po’, ti chiedi cosa sia a spingerlo veramente.
La voglia di confezionare un prodotto di “marca” o quella di fare un buon film personale?
Ci sarà tanto sangue ma manca la poesia di “Big Fish”, la dolcezza di Edward, la passione di Ed Wood. Le canzoni e le coreografie sono belle, Depp canta anche da par suo ma sullo schermo passano solo le maschere di una festa a tema e manichini pallidi, nessun personaggio memorabile.
Da Tim Burton era lecito aspettarsi di più.


12 Comments
Mmm, questo era un po’ passato inosservato… almeno per me…
si puo’ recuperare in DVD. i film da non perdere sono, secondo me, i coen e il petroliere
A me quella fissità è piaciuta; cioè trovo che sia uno degli elementi chiave del film, la sua stilizzazione, la sua natura “teatrale”.
Ma guarda … stavolta sono d’ accordo con te … non credevo.
I titoli di inizio però mi piacevano, cosa fosse a spingere tutto quel sangue non mi importa, mi ricorda la sigla di Dexter … wow da film a telefilm … beh in ogni caso mi sono piaciuti.
Al di la del fatto che aspettavo di trovare tre enormi talenti: Burton, Depp e Bonham-Carter, sono perfettamente d’ accordo con quello che hai scritto, al di la del fatto che pur non essendo un eccellente prodotto è comunque sempre ben fatto.
X, stai attenta ad essere d’accordo con un incolore.
La sigla citava un paio di cose della hammer…. almeno cosi’ mi sembro’.
I talenti ci sono tutti ma come dici c’erano gli elementi della eccellenza, ma io ho trovato cose molto ordinarie.
Noodles la fissita’ teatrale (movimenti, riprese) può piacere, ma nel film c’era una fissita’ di personaggi.
Tra l’altro credo che sia uno dei pochi musical di cui uscito dalla sala non ricordi una canzone
In effetti sono quasi preoccupata … più che incolore non vorrei fosse il fatto di essere così permalosi che ci accomuna …
Naturalmente … non scherzo … ,)
Buona la battuta sulla permalosita’! Stavolta sorrido.
Buon segno.
Ho saputo che il film devia molto nel musical… ed dunque lo salto al cinema per attenderne l’uscita per l’home video.
è online il mio nuovo corto!
The Iron Pagoda
Amosgitai quanto devia?
Infamous ti metto in home se solo mi dai una immagine.
Stavolta non sono d’accordo…
A me il film è piaciuto, e credo che etichettarlo semplicemente come musical-horror sia estremamente riduttivo.
In tutti questi mesi ogni regista d’autore ci sta fornendo la sua visione della società contemporanea e praticamente tutti sono arrivati alle stesse conclusioni: la società fa schifo!Viviamo in un mondo di violenza dove perfino la famiglia è pronta a tradirti.
Vedi: i Cohen, Allen, Lumet e anche Burton!
Valentina
Valentina la lettura che suggerisci è ottima , effetto del post 11/9?
Credo che di burton mancasse proprio lo spirito pur essendo un film prefetto.
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