“Spartan” è un pellicola che si è vista molto poco nelle sale quando uscì; non ricordo, infatti, che fosse in programmazione nei cinema della mia città.
Per fortuna provvede il DVD disponibile a noleggio perché “Spartan” è un film che non merita di essere perso.
Sia chiaro, dall’inizio e per il seguito, che chi scrive apprezza molto Mamet, e non solo come cineasta, quindi il giudizio è di parte (come d’altronde tutti quelli espressi qui dentro).
“Spartan” è la perfetta applicazione “dei principi di regia” ed è anche la più soddisfacente verifica di tutte le sue “formule” sulle quali ha molto ben scritto lo “Spietato” Luca Pacilio. Formule che, in questo caso, funzionano perfettamente, meglio del precedente “Il colpo”.
“Spartan” è un film essenziale ma non semplice, di scrittura asciutta e geometrica, come consueto in Mamet. Pur essendo un thriller politico, è senza orpelli, non affonda in pistolotti (Demme ?) e non fa di una morale soggettiva il punto centrale del film limitandosi a relegarla al sotto testo lasciandola sullo sfondo perché, come lo stesso Mamet insegna, lo scopo del film, e del cinema, è solo raccontare e mostrare azioni.
In “Spartan” la narrazione è secca al punto tale che un elemento fondamentale della storia, anzi l’elemento della storia, la chiave della vicenda, è più che altro “percepito” dallo spettatore senza che sia mai esplicitato. Rimane però un film duro e inesorabile nello svelare, quasi per inerzia, la politica americana, che è la vera anima dei complotti e il motore delle azioni.
Girato con rara precisione, con un ritmo incalzante, senza pause e molto ben recitato, “Spartan” è, quindi, un film da non perdere, almeno a noleggio.
Qui la scheda dei Cineboggers e qui una convincente recensione su Cultframe.



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