Il cinema secondo me

X-men: conflitto finale di Brett Ratner – Recensione

Quello che più mi è piaciuto della trasposizione cinematografica degli X-men è la cura filologica utilizzata nell’adattamento.
Da lettore antico, anzi ormai anziano, dei fumetti ho ritrovato nei tre film pochissimi adattamenti rispetto all’originale.
Poche forzature e tollerabili sacrifici alla “ragione cinematografica”.
Giusto per fare un paragone negli Spider man di Raimi i poteri di Peter Parker sono stati sensibilmente modificati (mi chiedo da anni dove siano finiti i lancia ragnatele!), le love story alterate (Mary Jane al posto di Gwen Stacy, unico personaggio dell’universo Marvel morto e mai più risuscitato) e il super eroe molto attualizzato nel senso di “immerso nella contemporaneità” che non è quella del fumetto.
In X-men, invece, tutto è estremamente fedele. Non si è cercato di attualizzare l’ambientazione. Sono stati molto smorzati i dilemmi (i famosi super problemi dei super eroi) ma non si può dire che i personaggi siano opachi.
Le sottotrame ci sono tutte, anche se solo per accenno e forse anche in funzione di eventuali spin – off.
I personaggi che meriterebbero film a parte sono molti, non solo Wolverine che è, tra tutti, quello ”più cinematografico”. Magari si potrebbero raccontare i dilemmi, e il destino atroce, di Rouge, dedicarsi a Nightcrawler (che è tedesco, è cattolico ed è fisicamente “diverso”), rintracciare il passato di Tempesta (la ladra egiziana) e, perché no, quello di Magneto che, almeno nel fumetto, sarà il capo degl X-men per molto tempo.
Mi piacerebbe anche vedere Gambit lanciare le sue carte da gioco mentre sfotte il nemico con il suo accento creolo
Insomma nell’universo X-men c’è materiale per molto più di tre film che a me, come evidente, non dispiacerebbero.
Il terzo e ultimo (?) episodio è esattamente come i primi due. Ben fatto anche se si nota l’assenza di Singer, lo stacco rispetto ai primi due è evidente nel fatto che la regia osa un po’ di meno, ma il lavoro è soddisfacente. Insomma, io mi sono divertito.
Una nota sul cast.
Si vede che nella vita reale sono passati sei anni dal primo episodio.
L’età avanza per tutti, anche per Anna Paquin che è decisamente molto più “formata” di quanto dovrebbe essere il suo personaggio (che è una adolescente) e, Famke Janssen appare molto più anziana di quanto dovrebbe essere Jean Grey.
Attenti ai titoli di coda.
Aspettate la fine, ci sono 30 secondi interessanti.

4 Commenti

  1. Fringe says:

    Be’ Bonekamp… ho passato parte della mia vita a leggere X men. Posso essere un po’ generoso con i film :)

  2. Ivano says:

    Ma alla fine…Magneto non vi sembra riesca a muovere anche se minimamente il pedone degli scacchi????

    A me è sembrato cos’…..

    Ciao

    Ivano

  3. Teseo says:

    Non e’ Magneto a muovere il pedone degli scacchi ma l’assistente tecnico di scena.
    Tuttavia Magneto mantiene ancora un grande potere, che e’ quello di far muovere l’assistente tecnico di scena.

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