Ebbene sì, siamo, anzi io sono, alla frutta.
Trovare una videoteca aperta ad agosto è quasi difficile quanto un idraulico nel week end (perdonami Woody); trovata una videoteca aperta bisogna sperare che siano in ferie tutti quelli a cui possono piacere i film che piacciono te, altrimenti raschi il barile, tocchi il fondo e cominci a scavare.
Se, come capita, non solo non sono partiti ma sono passati dalla videoteca circa mezz’ora prima te, saccheggiandola a man bassa…. non ti rimane altro se non affidarsi al caso o al commesso (o al commesso del caso). Ovviamente questo solo dopo aver associato a quella cinquina di titoli che desideravi vedere la frase “è fuori” seguita dal rituale, e cordiale, sorriso di circostanza.
Così, scherzi del commesso, mi è toccato “Vidoq”. Un film che non lascerà nessun segno nella storia del cinema.
Non vale la pena nemmeno parlarne molto. Carina la fotografia, molta grafica computerizzata.
Questo film fa sorgere spontanee alcune domande.
C’e’ un motivo per cui a partire dal 1999 in qualsiasi film più o meno d’azione io abbia visto, c’è sempre, ineluttabilmente, la scazzottata acrobatica che tanto ricorda quelle di un film ambientato in un futuro in cui le macchine hanno preso il sopravvento costringendo l’uomo a vivere in una simulazione generata dal computer? Non ne posso più! Che palle.
C’e’ un motivo per cui questa scazzottata acrobatica viene riproposta in un film ambientato nel 1830, sì 1830, con un protagonista (Depardieu) che non è esattamente una figura agile, scattante e atletica?
Non sarebbe meglio, a questo punto che durante il film apparisse il regista è dicesse “Scusate, ma da dati di mercato sappiamo per certo che il film piace e vende se nello stesso c’è una scazzottata acrobatica tipo quel film ambientato in un futuro in cui le macchine hanno preso il sopravvento costringendo l’uomo a vivere in una simulazione generata dal computer. Siccome è una cosa stupida io non mi sento di girarla, quindi voi immaginatela. Il cattivo scappa per un pelo”.
Perché un regista esordiente, si badi francese, decide di girare il film scegliendo punti di ripresa improbabili, impossibili e impervi…
Capisco che il giovane voglia far vedere che sa utilizzare la macchina da presa ma certe cose mi hanno dato il mal di testa. Sono tutti punti di ripresa forzati, eccessivi senza alcun aggancio con esigenze narrative.
E’ poi un francese, non dieu, un francese… come Truffaut.
Bha.


