V per vendetta“, dunque.
Sgombriamo subito il campo: il film e la grafic novel da cui è tratto non sono sovrapponibili.
La seconda, infatti, è un capolavoro ed è un’opera troppo densa e ricca perchè potesse essere tradotta in un film senza sacrificare qualcosa.
Era inevitabile: la complessità delle riflessioni e il gioco dei riferimenti costruito da Alan Moore si arricchisce, nel fumetto, anche di strumenti espressivi tipici del mezzo che non avrebbero trovato vita facile nel film.
A meno di non voler fare una specie di “Sin City” , un film a ricalco o, peggio, un film complesso fino alla noia in cui il messaggio si sarebbe impantanato nella stessa ermetica densità del contesto.
Il film, per quanto mi riguarda, è interessante e ben riuscito sopratutto perchè nella inevitabile riduzione, mantiene intatto il forte messaggio principale e tutti i suoi corollari.
Un paio di passaggi sono stati semplificati al massimo, forse, anche al rischio di perdere una coerenza narrativa, però alla fine l’economia generale non ne soffre e la semplificazione, in definitiva, giova mantenendo la storia fluida.
Il film trascina lo spettatore e la verbosità necessaria della sceneggiatura riesce a ben adattarsi alle parti più da action movie che sono tutte molto ben girate e di sicuro impatto visivo.
Insomma io mi aspettavo molto di peggio visto come hanno in precedenza trattato i film tratti da fumetti di Moore.


