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Transamerica di Duncan Tucker – Recensione

Il titolo è geniale.
Transamerica mantiene le promesse: fa un po’ ridere è un po’ pensare.
TransamericaAnche io, come si è scritto altrove, credo che Duncan Tucker, regista e sceneggiatore, sia riuscito a gestire con garbo un argomento difficile, senza sconfinare in “pruderie”, mantenendosi in equilibrio su un registro sospeso tra l’ironico e l’impegnato.
Forse l’unico difetto è proprio la sospensione che potrebbe suonare come una vaga indecisione di fondo. Indecisione del tipo: indipendenti sì, ma non esageriamo.
Lei, Felicity Huffman, è bravissima e si apprezza sopratutto in lingua originale.
Non è un vezzo da cinefilo snob: l’impostazione della voce della protagonista è fondamentale in questo caso, non a caso il film si apre proprio con una “lezione” sulla voce.
Ho trovato tutti i ruoli di contorno, sopratutto la famiglia, un po’ costruiti da, e gonfiati di, paradossi giusto per contrapporli e fare da contrasto netto alla morale della storia.

Non è un male, ma è un trucco un po’ facilone.
Parlando di road movie en travesti obbligatoria la citazione, se non la visione di “Priscilla, la regina del deserto” .

3 Comments

  1. mapi says:

    E’ un film che ho visto tempo fa. Con una tematica così o fai un capolavoro, o fai ti mantieni nella mischia. Mapi

  2. Fringe says:

    Si mantiene nella mischia… Capolavoro no

  3. Gianmario says:

    Secondo me c’e’ anche la terza opzione, fai una schifezza. Per fortuna non e’ questo il caso, carino ma senza esagerare.

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