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The Interpreter di Sydney Pollack – Recensione

The Interpreter” è passato più per le cronache che per i cinema. La pellicola fu, infatti, il pomo della discordia a proposito della distribuzione dei film sui cellulari in contemporanea con le sale.
Gli esercenti protestarono e quelli che lo avevano in programmazione lo tolsero.
Mi pare che la cosa finì in Tribunale.
Così, chi considera vedere un film su un cellulare pressappoco una barbarie, non ha potuto vederlo nelle sale.
Insomma, alla fine a perderci sono stati gli spettatori.
Per fortuna esiste il noleggio dei DVD.
Il film, presentato come un thriller, è in realtà un ibrido che mescola un po’ di emozioni da complotto internazionale (con sospette tracce di un “Intrigo internazionale” con tanto di uomini che sanno troppo), un pizzico di retorica politica e un accenno ad un tentativo di love story.
Chi dirige, Pollack, non sbaglia un colpo.
Chi scrive i dialoghi, forse, ne manca più di uno non riuscendo a gestire le diverse tensioni evocate dalla storia spesso lasciandole andare sul più bello.
Chi recita, infine, fa il suo mestiere al meglio.
Insomma alla fine rimane l’impressione di una occasione mancata malgrado i nomi e il tema.

4 Comments

  1. alpoisson says:

    non ti ha ricordato, in più parti, il Pollack dei tre giorni del condor?

  2. Fringe says:

    Il commento piu’ veloce del west. Manco il tempo di postare ;)
    No, nel senso che le intenzioni erano quelle ma in questo si perde in lucidità. Forse the interpreter e’ piu’ ottimista.

  3. Emanuela says:

    A me è piaciuto poco, acqua fresca…

  4. [...] Rete 4,  alle 21,10, il penultimo film di Sydney Pollack, “The interpreter“, quando lo vidi non mi esaltò, e fu oggetto anche di una polemica perché distribuito in contemporanea  in sala e, orrore  [...]

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