“The Descent“, film uscito nelle sale lo scorso inverno e ora disponibile a noleggio in DVD, è un horror costruito integralmente sugli stereotipi del genere.
Nessuno dei componenti, quasi paradigmatici, è stato, infatti, escluso come, ad esempio, quello che vuole che il protagonista più forte e spavaldo finisca per essere la prima vittima.
Malgrado, quindi, una costruzione prevedibile, “The Descent” è stato un film horror che mi ha davvero fatto paura, mi ha spaventato assicurandomi un’ora e mezza di tensione, inclusa la sequenza finale, forse prevedibile, ma terribile.
Se lo schema è noto, il fascino è tutto nelle variazioni sul tema, nella interpretazione della paura e nel ritmo.
A reggere il film è una ambientazione che è facile definire claustrofobica, magistralmente ricreata in studio, che stuzzica una delle paure ancestrali, modulandola con un ritmo che, appunto, accumula spaventi in modo oculato con un crescendo dal quale è molto facile lasciarsi trascinare.
Nulla di nuovo, forse, ma sapere amministrare e misurare bene i “fondamentali” non è cosa da poco di questi tempi.
Non è poco azzeccare i tempi e, magari, scegliere di creare un horror in cui per circa metà non succede nulla di spaventoso, in cui si gioca a preparare l’atmosfera e si nasconde l’orrore, preparando lo spettatore alla terribile rivelazione e al bagno di sangue che ne consegue.
“The Descent” è un film da vedere che, magari, al cinema, sul famoso grande schermo, funziona molto meglio che in home video.
Potrebbe, alla lunga, diventare un classico del genere.
Spero solo che non lo rovinino con l’idea di un sequel.



Sul grande schermo rese da dio. Quello più famoso. A scelta.
Buona !
Piu’ famoso lo schermo o dio ?
“A rotta di collo” mi ricorda che devo procurami la biografia di Keaton
Facciamo lo schermo-dio. E Keaton io lo scrivo maiuscolo.
Infatti… come feci io
assolutamente d’accordo. io lo trovai geniale – e non sono neanche un fan sfegatato dell’horror.
questo film mette davvero i brividi e ha un finale niente male.
La genialità e’ tutta nell’ambientazione inedita. Quando la tipa rimane bloccata nel cunicolo mi sono sentito male. Ho dovuto staccare il DVD.
Bello davvero.