Così il buon Clooney si è portato a casa il suo primo Oscar.
Avrei preferito vedere tra i premiati il suo “Good night, and good luck” anche se “Crash. Contatto fisico” è un bel film. Forse, come scrissi, è confezionato con un pizzico di ruffianeria che sembra aver funzionato.
Ho visto, in attesa degli Oscar, “Syriana”. Mi è piaciuto molto.
E’ un film a tesi, decisamente politico, che può non piacere a chi non gradisce questo tipo di film e a chi, ovviamente, non gradisce “la tesi”.
“Syriana” è un film pessimista, amaro e duro, raccontato attraverso vicende parallele che, alla fine, convergono.
Questa, ormai, sta diventando una cifra stilistica del cinema moderno. E’ un modo di raccontare che richiede una sceneggiatura più che perfetta in cui nessuno degli incastri slitti o si inceppi.
In “Syriana” le vicende sono molto complesse ed è facile perdersi nei passaggi, nei nomi. Non credo sia un difetto, anzi, ho il sospetto che sia deliberatamente complesso, nel senso che abbiano scritto il film con l’intento di creare difficoltà allo spettatore, lasciandolo nell’oscuro, nella vaga insicurezza per evitare che si concentrasse sui nomi e sulle persone.
Il film, diretto dall’ennesimo emulo di “Traffic”, si limita, infatti, a seguire le dinamiche delle cospirazioni, osservando le forze in campo, le spinte e le controspinte che creano la tela.
Le persone contano poco, quello che conta è solo il potere, o il contropotere, che esercitano.
Contano forse più gli ideali, anche se la visione complessiva del film è pessimista.
Pura dinamica di cospirazione, poca introspezione dei personaggi, appena un abbozzo, un cenno di quello che è utile alla spiegazione dei complotti. Solo la giustificazione delle concause.
Forse, in alcuni casi si procede per stereotipi, per abuso di paralleli e per didascalie facili.
Ma meglio essere didascalici e chiari che perdersi in ocure metafore.
Il messaggio così è chiaro.
Il film funziona, alla fine i pilastri sono svelati.
La tesi è chiara e forte.
Ma anche amara e cupa; il film si chiude con due ritorni a casa, simbolo di una resa definitiva.
La quiete familiare lascia il mondo oltre la porta che, chiudendosi sulla cospirazione (bellisima la sequenza finale!), firma la resa.
Senz’altro da vedere.
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non ho ancora visto syriana, ma sono felice che abbia vinto crash (forse dovevo tifare capote, almeno arrivava pure qui.. :-/)
Good Night And Good Luck è un capolavoro. Ma Crash a me è piaciuto moltissimo. Sono preoccupato. I miei gusti cominciano a coincidere con quelli di Hollywood.
non sarà che l’academy non se l’è sentita di premiare un film anti-maccartismo e nemmeno un film che uccide il mito del cow boy ( dandogli ipocritamente solo il premio alla regia)e comunque volendo apparire almeno aperta ha optato per un film sul degrado esistenziale ?faccio troppa dietrologia?
Non saprei alpoisson. Non ho visto quello di Ang Lee e non posso averne idea ma, da quello che ho letto, non e’ che fosse questo film da uccidere il mito dei cow boy.
Clooney ha avuto un Oscar con un ruolo in film che non e’ un apologo come il suo Good night. Syriana e’ un film duro e chiaro.
Su Crash credo che si siano fatti affascinare da un film molto “piacione” e buonista.
Forse quest’anno erano i membri dell’Academi i primi ad essere spiazzati.
Segnale orario Hollywood non e’ il male. E’ il male quando fa brutti film e la cosa, sebbene spesso,non accade sempre.
Cara Ava dovevi tifare Corpse Bride altroché…
Non sempre. Ma… quasi sempre. Saluti affezionati.
io sono un caso strano: a me la tesi piace molto, e il film mi piacque molto molto meno.
riguardo alle persone e al potere, la mia idea invece è che sia un film molto antropocentrico, seppur moderatamente pessimista.
riguardo agli oscar, personalmente ho trovato crash un’irritante cazzabubbola.
non che nella cinquina ci fossero ’sti capolavori, eh, ma capperi, ha vinto proprio l’UNICO dei cinque che differiva nel mio “spallettamento”. che diavolo, ci avrò visto male io.
[io probabilmente l'avrei mollato a Capote, se inchiodato al muro o se mi interessasse davvero]
(nota che magari ti interessa: gaghan non è un emulo di traffic, ma è proprio lo sceneggiatore di traffic)
baci e abbracci
Ovviamente, kekkoz, siamo in piacevole disaccordo. Non l’ho trovato antropocentrico, non piu’ di quanto fosse necessario all’esposizione della tesi.
Quanto a crash può senz’altro irritare perche’ e’ un film piacione e sfrontato. A me tutto sommato non e’dipiaciuto. Ma good night and good luck e’ altra cosa.
E’ vero quest’anno mancava il titolo dominante, ha vinto la sorpresa. Su capote sono d’accordo forse e’ un film discretamente sottovalutato.
Si’ hai ragione sullo sceneggiatore di traffic ma io intendevo emulo di traffic anche con riferimento alla messa in scena.
Per segnale orario accade qualche volta e di solito sono cosi’ sfrontati nel fare cose terribili che finiscono per essrere prevedibili
di tutti i film dell’oscar, ho visto solo miyazaki e la bestia del cuore. quelli lì dovevano vincere.
io ho visto capote e lo consiglio vivamente ecco perchè:
http://blog.gamberorosso.it/cittadelgusto/archives/2006/03/capote.html#comments
Sbaglio o anche tu, come me, pensi che quest’anno, essendo di moda l’impegno, siano stati premiati film appena discreti, che si tende a rispettare per il “messaggio” ma che sono molto lontani dall’essere dei capolavori in senso artistico?
Non so se crash sia, o meno, artisticamente un capolavoro, credo pero’ che la categoria poco si adatti a film mainstream da oscar. Hanno premiato quello piu ‘ rassicurante. Piu’ garbato. Il film e’ bello, per carita’, ma se vogliamo non sfugge al gusto di una certa calligriafia che di artistico e di capolavoro ha poco.
“Crash” non l’ho visto e quindi… nessun commento.
Per la miglior regia, personalmente ho molto apprezzato Bennett Miller (“Capote”).
Miglior attore protagonista: Philip Seymour Hoffman per “Capote” strameritava.
Miglior attore non protagonista: mi dispiace per George Clooney (“Syriana”), ma secondo me doveva vincere lo straordinario William Hurt (“A History of violence”).
Miglior attrice protagonista: nulla da eccepire ma forse Felicity Huffman (“Transamerica”) era più meritevole di Reese Witherspoon (“Walk the Line”).
Miglior attrice non protagonista: Brava Rachel Weisz (“The Constant Gardener”) ma il premio lo avrei dato a Michelle Williams (“Brokeback Mountain”).
Miglior film d’animazione: qui ho il maggior disaccordo. Meritava l’Oscar, a mio parere, lo straordinario “Il castello errante di Howl” di Hayao Miyazaki e non “Wallace & Gromit in the Curse of the Were-Rabbit” di Nick Park and Steve Box.
Film in lingua straniera: mai premio fu più meritato. “Tsotsi” è un capolavoro.
Miglior documentario: come non essere d’accordo con il premio a quel gioiello che è “La marcia dei pinguini”?
io penso che sia un film complesso perché parla di una realtà complessa… la nostra.
pienamente d’accordo con la tua recensione su syriana che ho trovato coraggioso quanto un calcio nelle palle a cuor leggero. troppe volte dimentichiamo. troppe volte non pensiamo.
alla prossima
bye
ti linko