Cosa c’è di meglio che incominciare la stagione cinematografica con un film che è piaciuto?
“Pranzo di ferragosto”, che a Venezia ha vinto il premio come migliore opera prima, è un film con molti pregi. Provo ad elencarli, pigramente ché qui fa ancora caldo e il ventilatore nuovo funziona male.
“Pranzo di ferragosto” è un film breve, non nel senso “che toglie presto il disturbo”, ma nel senso che è misurato, racconta semplicemente una storia, in modo asciutto senza indugiare. Qualità che io apprezzo sempre in un film.
Mereghetti sostiene che è addirittura “troppo lungo”
E’ un film divertente che si vede sì sorridendo ma, come nella migliore tradizione della commedia italiana, il sorriso è una maschera non molto opaca su un viso che ha una espressione sospesa tra l’amarezza e la cattiveria.
Sembra aleggiare uno stile, un graffio monicelliano.
Mi è piaciuto, infine, come la macchina da presa fiancheggi la storia, sorprenda i volti e ne scruti le naturali espressioni, si soffermi sugli sguardi, gli ammiccamenti e le smorfie di un cast perfetto.
Menzione speciale, infine, per la colonna sonora.
Siete avvisati.
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E’ quello con le vecchiette?
Con tutti questi film di Venezia faccio un po’ di confusione…
Si’
Se ne parla un gran bene, ma purtroppo al momento non è disponibile nelle mie vicinanze–
Ovvero come fare un film intimo senza scadere nel minimalismo bieco. Mi fa venir voglia di noleggiare uno dei primi film di Garrone , quell’Estate romana che all’uscita ho snobbato.
sublime opera!la consiglio a tutti!
Sottoscrivo tutto.