Il cinema secondo me

Paranormal activity di Oren Peli – Recensione

Paranormal activity“Paranormal activity”, il film horror che ha spaventato Steven Spielberg, è una specie di “Scene da un matrimonio” con qualche porta che sbatte e rumori strani nel buio. Mi sono appassionato più alle scaramucce tra i due protagonisti che alla questione paranormale.
Per me “Paranormal Activity” è, infatti, un film sulla precarietà dei sentimenti e le difficoltà della vita di coppia alla ricerca di un equilibro, ma non un horror.
Lo hanno spacciato per horror solo perché così avrebbero racimolato qualche spicciolo in più,dal momento che l’horror (l’orrore, l’orrore) funziona sempre.

Al di là della ironia, che spero perdonerete, un paio di salti dalla poltrona li ho fatti esattamente come li fareste anche voi a casa quando un rumore improvviso vi sorprende. Ma quello dei rumori improvvisi è un facile espediente, un mezzuccio, sul quale non si può costruire l’horror che ha spaventato Spielberg. Se è davvero così, mi preoccupo per Spielberg e mi riprometto di recapitargli il DVD di “Poltergeist” che quanto a “paranormal activity” non scherzava.

Bisogna riconoscere che l’idea di “Blair Witch project” è un one shoot che ha funzionato una volta e basta.
Clonare, cloverfieldare quella grande idea a oltranza non funziona perché il pubblico è smaliziato e non è disposto a cascarci, e un horror funziona solo se il pubblico ci crede. La storia della strega funzionò, ma ora, a distanza di 11 anni, il trucco è chiaro ed è pretestuoso fingere di voler far credere che quello che vediamo è la vera verità, la fedele cronaca di una telecamera accesa alla distanza giusta per mostrare il meno necessario. E’ un trucco vecchio che non giustifica, tra le altre cose, dialoghi fatti di “Oh Dio”, “Dove sei”, “Che cazzo”, volendo fare esercizio di realtà e fare credere che chiunque si esprimerebbe così in queste situazioni… paranormali.
Una nota sul finale.
Ne esistono tre differenti e quello che si vede al cinema è scelto da Spielberg.
Tutti e tre sono su Internet, scegliete quello che vi piace di più… più vero di così.

4 Commenti

  1. Weltall says:

    Sono tentato…ma più che andare al cinema preferirei guardarmelo comodamente a casa ^__^”

  2. Secondo me a casa funziona meglio

  3. Tiziano Luccarelli says:

    Nel filone, ma con approccio leggermente differente, è “Il quarto tipo”.
    Consiglierei di vederlo, anche solo per curiosità cinematografica.

  4. Sono scettico, magari lo recupero in DVD

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