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Le tre sepolture di Tommy Lee Jones – Recensione

Three.jpg Ho visto a cinema il primo film del debuttante regista Tommy Lee Jones.
Il suo è un debutto a dir poco entusiasmante al punto tale che ci si potrebbe rammaricare del fatto che non sia avvenuto prima.
“Le tre sepolture”, film prodotto anche da Luc Besson è un road movie asciutto ed essenziale, girato con misura senza strafare.

Oltre a raccontare un viaggio verso un luogo, che ha una motivazione molto particolare, narra di un viaggio dei protagonisti intorno a sé stessi, un viaggio che ha come percorso anche la distanza che li separa. E’ l’occasione di un confronto ed è un percorso che parte da valori morali e ideali differenti.
Paesaggi incantevoli a parte, è proprio la rappresentazione di questo avvicinarsi e di questo rivelarsi a reggere in maniera esemplare il film che, come detto, fa dell’essenzialità la sua migliore qualità. Una ricerca dell’essenzialità tale che le frequenti scene di flashback sono introdotte in modo trasparente e lineare, quasi fosse un flusso continuo della narrazione, senza enfasi, come se non esistesse nel racconto un prima e un dopo, ma solo un lungo durante.
Gustose le spruzzate di humor nero, notevole la galleria del cast, con ottimi comprimari alle prese con personaggi ben riusciti.
Insomma una sorpresa di un “giovane” debuttante.
Qui, invece, una recensione negativa, molto negativa.

10 Comments

  1. alpoisson says:

    Davvero è così entusiasmante? Allora è da vedere!. Pensa che lo avevo escluso perchè in giro si sentivano frasi tipo ” Peckinpah dei poveri “e altre definizioni non proprio benevole.
    In realtà come attore Tommy Lee Jones non mi hai mai convinto, speriamo mi persuada come regista.

  2. Fringe says:

    Peckinpah??
    Ho letto in giro ma non mi pare che sia riconducibile a Peckinpah.
    Cosi’ ad occhio.

  3. Pike says:

    PeckiNpah!
    Si respira…così, a naso.
    Così ad occhio.

  4. Fringe says:

    Pike hai ragione sull’ortografia.
    “N” o “M” a parte, a me e’ sembrato un richiamo un po’ forzato in base ad una generica somiglianza.
    Ma ovviamente era una opinione personale

  5. kekkoz says:

    lo zio sam c’entra ben poco, quel che è sicuro che… siamo d’accordo, zio fringe :-)

    gran film. il resto da me, ovviamente.

  6. Pike says:

    E invece lo zio Sam c’entra. Non per citazione od omaggio, ma per suggestione.

  7. Fringe says:

    Insomma, la testa di Garcia e’ la stessa cosa del cadavere di Melquiades?
    La suggestione e’ soggettiva.

  8. Pike says:

    Certo. La soggettiva suggestione di Tommy Lee Jones.

  9. Le tre……

    Le tre sepolture Fringe Kekkoz Ohdaesu…

  10. Claudio Andreani says:

    E’ senz’altro un ottimo film. Non mi pare un film alla Peckhimpah. Io non credo che, se uno si imbarca in un’impresa del genere, lo faccia col deliberato scopo di assomigliare a…E’ un film che ha i suoi tempi, le sue cadenze, proprio come il paesaggio in cui è ambientato. Il personaggio principale tenta di riprendersi un senso proprio riprendendo una vecchia interazione con il paesaggio a lui ancora nota (il cavallo) da contrapporre all’interazione sempre pervasiva che hanno le guardi di frontiera che lo cercano (elicotteri, grosse jeep e fucili a pompa). E tutto torna ad avere un senso compiuto in questo riappropiarsi. Magnifico

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