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La foresta dei pugnali volanti di Zhang Yimou – Recensione

Come più volte scritto non sono la persona più adatta a giudicare il cinema con gli occhi a mandorla (ellissi, quest’ultima, che mi permette di evitare localizzazioni nazionali precise).
E’ qualcosa che semplicemente non appartiene al mio background, non solo cinefilo.
Come scritto in altre occasioni è un inprinting generazionale.
Semplificando sono più “devoto” ai gloriosi film “di sandalo” e ai western che ai moderni wuxia o simili.
E’ vero, però, che proprio grazie a blogger più giovani e, forse, più cinefili, qualche cosa l’ho scoperta. Ringrazio, ad esempio, e alla rinfusa, per “Ferro 3” o per “Maghi e viaggiatori” o per i primi due episodi dei fantasmi cinesi.
Altre cose avrei preferito lasciarle lì dove erano.


“La foresta dei pugnali volanti” è una di queste.
Il film è perfetto, troppo, su piano puramente visivo. Come si dice qui è un esercizio di ricche coreografie, di elaborate scenografie (notevoli i costumi) al servizio di un “corpo” appena delineato, evanescente quasi fino all’inesistenza. A tratti diverte ma riempie solo gli occhi.
Può senz’altro piacere anche se, finito lo spettacolo, non mi è rimasto che chiedermi dove fossero i diversi temi accennati e promessi dalla precisa introduzione e, magari, perché gli stessi sono stati semplificati e attutiti per seguire una love story dalle parole, e dai volti, poco più che consueti.
Questo accettando per valido il finale. Certo, ci sono le immagini, i combattimenti coreografici, i colori. Ma non è, almeno per me, sufficiente.
La mia opinione, ma come detto il mio non è un giudizio affidabile, è che si sia desiderato creare un film molto dominato da tentazioni e sontuose distrazioni “occidentali” anche al costo di sacrificare qualcosa dello spirito orientale, relegandolo ad un elemento puramente scenico.
Mi ha stupito scoprire, poi, che il regista di questi fuochi d’artificio senza festa del Santo sia lo stesso di un paio di film incantevoli come, ad esempio, “Lanterne rosse”.
Qui la scheda dei Cinebloggers e qui un post sul genere wuxia dal blog di Roberto.

9 Comments

  1. Achille says:

    Ora non vorrei essere frainteso, che a me ad esempio Ferro 3 (che però è coreano)mi è piaciuto molto è mi è piaciuto anche Hero e La tigre e il dragone etc… ma a me la foresta dei pugnali volanti mi ha quasi infastidito. E purtroppo non ho tempo di scendere nei dettagli.

  2. Roberto says:

    Mi corre l’obbigo di precisare che il regista in questione è anche quello dell’acclamatissimo Hero di cui scrissi un lungo post tentando anche d’inquadrare gli apetti caratterizzanti, sotto il profilo filmico, l’epica wuxia ed il genere wuxiaplan.

    Così giusto per condividere, peraltro sono anche uno studioso de Iching.

    Un saluto.

    Rob.

  3. Roberto says:

    … e questo è il suo permalink.

    http://cinemavistodame.splinder.com/post/3175410

    Il post mi uscì molto bene ed è anche molto documentato sui significanti del genee.

    Un saluto.

    Rob.

  4. Credo che ti abbia infastidito piu’ o meno per lo stesso motivo per cui a cui a me e’ piaciuto poco.

  5. Vabbe’ robe’ mi ero dimenticato il post.
    Linkerollo.

  6. Roberto says:

    non c’è nessun problema figurati;-)) anche se non lo linkerai ci mancherebbe ;-)

  7. C:\arlo says:

    Anch’io ho da poco postato sul film. Mi sembra un tentativo naufragato di bissare
    Hero, replicato (parzialmente) solo sul piano estetico.

  8. alpoisson says:

    Zwang Yimou per me riesce meglio nei film lirici tipo LA STRADA VERSO CASA
    complimenti a fringe per l’onestà con cui ha descritto il suo rapporto col cinema orientale, molti si vergognano di non amarlo, altri sono talmente prevenuti che ne dicono peste e corna senza vederli.

  9. E perche’ dovrei mentire?
    Non conosco il cinema orientale, mica c’e'da vergognarsi ;) . Lo dico perche’il giudizio sia chiaro tanto per me che lo scrivo quanto per chi mi fa l’onore di leggerlo.
    Qualcosa mi piace ma credo che alcune cose siano un po’ distanti da me. Preferisco per i duelli preferisco ancora “mezzoggiorno di fuoco”… e permettetemi Kurosawa. Lanterne rosse e’ un film meraviglioso mi stupisce che questo carnevale venga dallo stesso regista.

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