“La doppia ora“, debutto cinematografico di Giuseppe Capotondi, é un film che fonde due generi: da un lato un thriller, a tratti soprannaturale, robusto e cupo e, dall’altro, un melodramma denso di tenerezza e sentimenti. Questa alchimia, che ha precedenti celebri, funziona perché Capotondi si destreggia tra i due registri in modo molto agile. Allo spettatore non é concesso comprendere quale dei due elementi è più importante.
Durante “La doppia ora” si rimane, infatti, sospesi e all’oscuro, indecisi se farsi del tutto attrarre dal classico gioco ad indizi o lasciar perdere per seguire i “percorsi dell’anima” dei due protagonisti meravigliosamente interpretati da Ksenia Rappoport e Filippo Timi.
Questa ambiguità , che in altre mani poteva creare un film irrisolto, finisce per essere la caratteristica più appetitosa di un film che deve molto anche ad una sceneggiatura ben congegnata che trascina lo spettatore in un giostra di rivelazioni e capovolgimenti fino al colpo di scena finale.
Finale, per inciso, che mantiene una delicatezza di toni molto “spiazzante”.
Film da vedere, dunque, magari senza leggere la trama prima, così funziona meglio.
Sarebbe anche un film da esportare, ma questo è un altro discorso.
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D’accordo su tutto. Aggiungo: un ensemble di attori d.o.c.
Postai anche io sul film
E’ gi? stato esportato (ne faranno un remake made in USA pare).
Rob.
Timi un nome una garanzia, Capotondi ha fatto centro, peccato per il botteghino meritava di più, come anche altri film.
Ciao Cinepaz
Ti sei dimenticato una s nella parola “destreggia”
Evvia, uno pari!
Ne ho sentito parlare molto bene, ma ancora non sono riuscito a vederlo. Conto di farlo al più presto possibile.
Ciao