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La decima vittima di Elio Petri – Recensione

La decima vittima - Elio PetriFa un certo effetto vedere un film di fantascienza italiano del 1965.
Fa effetto, innanzitutto, perché il genere non è consueto nel cinema italiano e poi perché vedere come, nei film del passato, si immaginava il futuro, rivela tenere ingenuità e molte intuizioni profetiche.
In questo caso alle intuizioni non manca un certo disincantato cinismo suggerito anche da quel genio dalla scrittura tagliente che fu Ennio Flaiano.
Fa anche effetto perché nel 1965 i mezzi tecnici permettevano una rappresentazione del futuro fatta solo di scenografie, costumi e suppellettili.
Dominano, infatti, la citazione della Pop Art più fumettosa ricca di plastica, telefoni “Ericofon” e un pizzico di Fellini.
Povertà di mezzi, come si usa dire, ma ricchezza di idee.
La decima vittima” è un film del 1965 diretto da Elio Petri.
L’ho pescato in DVD sulle bancarelle ma è uno degli allegati della collana “La nostra vita in 100 film”. Se lo trovate ancora in giro, vi consiglio di non snobbarlo: il prezzo è di poco superiore a quello di un noleggio e l’edizione è dignitosa.
Quello che sorprende, a parte Mastroianni in compagnia della prima Bond girl svestita secondo la moda di allora, è la traccia di satira velenosetta della “futuribile” modernità che, ovviamente, riflette sui tic, le mode, e gli oggetti dell’epoca.
Si parla di pubblicità, di televisione, di matrimonio e divorzio, famiglia e fumetti, di controllo della violenza.
E’ istruttivo scoprire quanto, se e come, sono andate le cose.
La cosa più semplice è vedere se, ad esempio, il ruolo della televisione immaginato nel film era “fantascienza”.
La decima vittima” è anche un film di vira con decisione verso la classica commedia all’italiana, quella cinica volte capace di fustigare, con cattiveria, l’italianità e i suoi “dogmi”. La scena dei “tramontisti”, che mi auguro apprezzerete, è meglio di un trattato di antropologia sociale.
Il film non ebbe un particolare successo critico, ma pare si sia guadagnato nel tempo una meritata aura di cult.
Qui il sito ufficiale di Elio Petri.

8 Comments

  1. Kinemazone says:

    Che grande rivelazione. Un film che devo assolutamente vedere…ehm..come posso fare? ;-)

  2. Private_I says:

    E’ tanto che voglio parlare di questo film, a quanto pare ora ho un motivo per non farlo..!
    Concordo su tutto, quando lo vidi fu una vera sorpresa per me: il design così azzeccato, una trama intelligente e ricca di intuizioni, un Mastroianni splendido. E battute come “ma non possono toglierci i classici!” quando gli requisiscono i fumetti…
    Un film che vale assolutamente la pena recuperare.

  3. Fringe says:

    :) la battuta sul divorzio. La vicenda della ex moglie e i genitori nascosti dietro al pannello

  4. pungolo says:

    ciao..non trovo altro modo per contattarti, scusa se scrivo nei commenti :) Volevo solo segnalarti il nostro sito, magari ti interessa uno scambio di link.. seguo abbastanza il tuo blog ed è molto interessante! :)

    Qui c’è la pagina dei contatti, puoi contattarmi via email…a presto!

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  5. zurlina says:

    Il film è intelligente, profetico nel suo cinismo, ma soprattutto molto bello dal punto di vista visivo: alcune inquadrature sono magnifiche!!!

  6. Fringe says:

    Decisamente profetico…

  7. Maurizio says:

    Un film avvenieristico…Il grande fratello 40 anni fa…Da vedere assolutamente…

  8. Perchè noi valiamo…

    Se il più nobile scopo dei cineblogger è – come insegna Gokachu – più quello di porre l’attenzione su pellicole poco conosciute che quello di registrare l’esistente, ecco che Soft Bulletin – che, per quanto possa sembrare bizzarr…

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