Facciamo della facile ironia: “Julie & Julia” è un film con poco da mordere, malgrado una monumentale Meryl Streep. Ma, come per le rondini e la primavera, una sola pietanza saporita non fa un bel pranzo.
Quello che manca in “Julie & Julia” è , innanzitutto, il ritmo.
L’alternarsi dei piani narrativi è, infatti, gestito in modo talmente schematico da diventare, ben presto, un prevedibile ping pong tra passato e presente, un alternarsi di campi che lascia affogare (marinare (?) ) il film in un brodino sciapo quanto quello servito da un catering ospedaliero
Il registro di “Julie & Julia” è sospeso tra una commedia brillante, che sembrerebbe mal riuscita, e il maldestro resoconto di due vite parallele che scorrono senza molte amarezze su cui speculare emotivamente alla ricerca della lacrima dello spettatore nè, tanto meno, gioie da far condividere o obiettivi da raggiungere.
Tutto è raccontato in modo ovattato, indeciso e indolente in attesa del prossimo pièce de résistance di Meryl Streep tra meravigliosi accessori, costumi e scenografie d’epoca.
Aumenta le preplpessità il fatto che “solo” venti anni fa Nora Ephron, la regista di “Julie & Julia” , abbia scritto una delle migliori commedie di sempre.
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