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Il codice Da Vinci di Ron Howard – Recensione

Che dire de “Il codice Da Vinci“?

A me non è poi tanto dispiaciuto.
Il libro è senz’altro migliore perché il ritmo è molto più incalzante mentre il film si perde in “spiegoni” e flash back che poco si adattano ad un thriller anche se il libro, bisogna dirlo, è un thriller atipico.
Alcuni degli “spiegoni” sono anche monchi rispetto al libro, forse per evitare eccessi e, senz’altro, per smorzare le polemiche.
Passaggi e ruoli, soprattutto quelli dei “cattivi”, sono sfumati, quasi puramente iconici.
Belli a vedersi, forse.
La regia di Howard è assente nel senso che sceglie la via anonima per mettere in scena un libro che ormai moltissimi hanno letto senza averne mai sfogliato una pagina.
Howard fa il suo lavoro da mestierante, non vuole disturbare nessuno.
Prende i soldi e scappa e intrattiene mantenendosi al di sotto del livello sindacale.
Cast discreto, tutti con l’espressione di coloro che si trovano alle prese con misteri molto più grandi di loro, sorpresi e, molto più spesso, sospesi.
Male non è. E’ una scelta comoda.
Il marketing, d’altronde, ha le sue regole e un regista che sia capace di decisioni autonome non serve.
Serve più il pubblico, il rumore mediatico e i gadget.
Ancor meno serve un adattamento personale di un libro.
Il risultato è un film confezionato discretamente, senza molta anima e con l’unico scopo di far trovare allo spettatore la rassicurante gabbia del libro e cercare di tenerlo sveglio per due ore in attesa della rivelazione.
Ci riesce, quasi.

12 Comments

  1. magicadoremi says:

    e poi c’è chi come me si rifiuta sia di leggere il libro che di vedere il film…per tutta una serie di questioni legate appunto al marketing e al populismo…però magari quando uscirà in DVD lo vedrò, se io o qualcuno se lo ricorderà ancora.
    ciao!

  2. ironica says:

    Ma pensa… proprio oggi ho scritto che a me ha fatto dormire almeno per un’oretta. Ma il film non è male. Cioè non è peggio del libro, e come avrebbe potuto del resto? Almeno il cast risolleva le sorti di questa storiellona internazional-popolare scritta apposta per intascare tanti tanti soldi. Bravo Dan Brown, e bischeri noi… ;)

  3. Roberto says:

    Mah Fringe, amico mio caro, da come la racconti sembra più un’operazione di merketing che cinema con intenzioni artistiche.

    Ed allora ha ragione Bellocchio.

    Se il film dovesse vincere a Cannes c’è di che preoccuparsi.

    Ma è questo il mondo in cui viviamo anche se noi blogger dovremmo, come devo riconoscere in parte fai spesso tu, aiutare a capire i veri problemi e che cioè, nel caso di specie, se questo film è solo un’operazione finznairia o un tenetativo tanto più subdolo quanto appunto “girato in modo magari artatamente banale” di attaccare la religione cattolica e la figura di Cristo.

    Io non credo questo, perché non riesco a mettere Dawn Brown sullo stesso piano di Ron Howard e non so per chi sia meglio ciò.

    Ma, insomma, tacere completamente della questione religiosa in questo post mi sembra parte di un disegno oscuro. Dì la verità sei parte della loggia di Brown ;) ))))

    Ma ovvimante scherzo, non mi prendere torppo sul serio a quest’ora.

    Certo è che l’Osservatore Romano si è scagliato contro i Pax oggi.

    Magari è solo un film di cui fa comodo parlare un po’ a tutti.

    ;)

    Rob.

  4. Fringe says:

    E’ una operazione di marketing. Il cinema anche marketing e serve per fare soldi.

    Non mi pare che sia in concorso a Cannes, il rischio non si pone.

    Per mia abitudine non metto mai la trama del film nei post.
    La mia opinione sulle teorie di Brown?
    Sono storie vecchie, basta aver visto “Jesus Christ Superstar” e ricordarsi della canzone di Maria Maddalena canzone d’amore dolcissima e che tutti conoscono ma che stranamente nessuno associa a quel film.

    E questo senza tirare in ballo Leonardo.

  5. Ma siete sicuri di aver dato al “Codice” tutte le letture possibili? Cosa ha azzeccato quest’uomo(Dan Brown ovviamente, non Richie Cunningham)di così atavicamente coinvolgente da riuscire a vendere oltre 40milioni di copie? Siamo certi di essercelo detto? Noi ci proviamo….
    http://dogvilletown.blogspot.com

  6. Fringe says:

    Pim e Abulafia hanno ragione…
    Bel post e complimenti!

  7. Angelo says:

    Dan Brown non ha svolto un gran lavoro nello scrivere il suo romanzo, infatti ha semplicemente costruito una trama in stile thriller su ambientazioni e rivelazioni portate alla luce da altri attraverso anni e anni di studio e lavoro. Il Codice da Vinci prende tutte le sue teorie e rivelazioni da altri libri di ben altro spessore, soprattutto da Il santo Graal e da La rivelazione dei templari di Lynn Picknett e Clive Prince, uscito nel 1997 (e che vi consiglio di leggere). Mi viene da ridere quando sento dire che le teorie esposte nel Codice da Vinci sono state scoperte o addirittura inventate da Brown. Il film comunque è un gran prodotto e vale la pena vederlo.

  8. Fringe says:

    Angelo,la rivelazione dei templari e’ uno dei prossimi libri che leggero’.
    L

  9. Leo says:

    Il tanto chiacchierato romanzo di Dan Brown non è un granché ma si basa (nonostante quello che dica lo scrittore) su un testo serio (“Il Santo Graal”), che potrà non convincere pienamente tutti ma qualche serio dubbio su quanto tradizionalmente ci viene raccontato lo mette.
    Howard & Company, temendo polemiche e ritorsioni, hanno messo in secondo piano la parte più affascinante del romanzo (quella che ne motiva lo stratosferico successo in tutto il mondo): il mistero della Gioconda, Gesù che non è morto in croce, il culto della Madonna Nera, l’importanza dei Merovingi… sono appena citati o addirittura trascurati. Vedendo il film (e non avendo letto il libro da cui è tratto) non si capisce bene perché il mondo cattolico se la sia presa tanto di fronte a quella che ci viene presentata come una favoletta senza senso.

  10. Zoidberg8E says:

    Devo confessare che l’eroico tentativo di tenere sveglio lo spettatore non è riuscito nel mio caso…ho trovato non solo il film estremamente noioso, ma anche una trascuratezza estrema verso gli “enigmi” che vengono risolti con un impegno paragonabile a quello dedicato al SUDOKU della pagina finale di metro…insomma, il libro è abbastanza avvincente, anche se piuttosto sconnesso, invece il film perde quel minimo di suspance per diventare un delirante polpettone cinematografico…non so come si possa dare la sufficenza a questo film.

  11. BVale says:

    Grande thriller!!! Appassionante…ma personalmente una storia del genere non meritava un finale così palese!

    Molto più avvincente il film!

    Anch’io però non capisco il motivo di così tanto successo!
    Dan Brown ha solamente elaborato con fantasia informazioni già scritte da tempo!

  12. donatell says:

    io penso che il codice da vinci come tutti i libri di questo scrittore sia molto interessante,ma penso che la gente sulla religione nn sa niente quindi questo libro fa solo confondere la mente

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