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I guardiani della notte di Timur Bekmambetov – Recensione

I guardiani della notte” è un film horror-fantasy di ambientazione moderna prodotto e girato in Russia con pochi mezzi.
E’ il primo atto di una trilogia tratta da una serie di romanzi di Sergei Lukyanenko (il primo è pubblicato in Italia da Mondadori).
Si tratta, quindi, di una saga contemporanea, moderna che non ha ancora avuto il tempo di maturare quel fascino e quella sedimentazione nell’immaginario collettivo che possono vantare altre saghe.
Crearne una trilogia anche cinematografica è, quindi, una scommessa, data la provenienza, e un atto di coraggio e di fede, visto il tipo di film.
Il film è una sorpresa che, sebbene con due difetti non trascurabili, lascia ben sperare per il seguito.
C’è del buono nella storia e nel sapore quasi Cormaniano, come rileva Andrea, della messa in scena ricca di fascino ed espedienti.
C’è molto di meglio nelle intenzioni e, ad esempio, nell’elaborare i temi vampireschi e raccontare di apocalissi postmoderne prossime venture.
E c’è quasi sempre del buono nella regia, se solo non indulgiasse nelle sequenze ad effetto da “videoclippettaro” trendy (lo dice Kekkoz, deve essere vero), lasciando lo spettatore in pace a gustarsi quelle immagini bellissime al punto tale da farlo applaudire (piano sequenza dal ponte di Mosca a interno automobile).
Ci sarebbe molto di buono se la trama, complessa, procedesse per linee a volte un po’ meno oscure.
Non è elegante chiedere luce ad una storia di vampiri, ma ho avuto l’impressione che nel’adattamento dal libro lo stesso autore abbia fatto qualche taglio non proprio irrilevante, al punto tale che, qualche volta, bisogna tornare indietro con il DVD in cerca di lumi.
Cosa, questa, che nei film di apertura, di set up di una trilogia, non è poi irrilevante, soprattutto se a metà film ci si chiede “Ma questo ora chi è?”
Magari gli altri episodi saranno più chiari.
Io sto qui e aspetto.
Anche io fiducioso.

6 Comments

  1. kekkoz says:

    kekkok? :-)

    sì, la penso più o meno come te.

  2. Marco says:

    “Pochi mezzi”?

  3. Fringe says:

    be’ non proprio tantissimi.

  4. Marco says:

    …mi sono informato, è costato 4 milioni di dollari. Mitico…
    Il vecchio e sano trucco di Margheriti:
    “Più il budget è povero, più tento di farlo sembrare grande”.

    :)

  5. Fringe says:

    sono sempre 4 miliardi di euro. Mica pizza e fichi.
    Con quella cifra, bassa, corman ci faceva 12 film. Anche margheriti

  6. Marco says:

    Io con 4 milioni di dollari ci farei 4 milioni di film amatoriali.

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