“Gangs of New York” è effettivamente, come riferiscono molte recensioni, un film bello “ma poco ispirato”. Per carità, intendiamoci, è girato bene, con una interpretazione di Daniel Day Lewis assolutamente grandiosa, ma il racconto dell’America che esisteva al di fuori delle lussuose case de “L’età dell’innocenza” scorre senza procurare particolari emozioni.
Forse Scorsese voleva evitare di creare un film agiografico sulle vere, e poco nobili, origini dell’America e, preferendo rimanere distante dalla storia, si limita a raccontarla senza farsene troppo coinvolgere; ricordo che “L’ètà dell’innocenza“, ambientato quasi nello stesso periodo e nella stessa città, era molto più cattivo con un modo di raccontare molto meno distante e più convicente
Piccola nota da cinephile: la scena iniziale, quella del rasoio mi ha ricordato molto, moltissimo, un famoso corto di Scorsese.


