Sam Raimi, dopo nove anni dal discreto “The Gift” e a quasi un’era da “L’armata delle tenebre” torna a dirigere un horror.
Raimi trascina, è proprio il caso di dirlo, in “Drag me to hell” tutto il catalogo cinematografico del genere: la maledizione gitana (“L’uomo lupo” docet), i demoni, gli esorcismi, le tombe profanate, i fantasmi, le mosche e altri insetti, gli spiriti inquieti, gli incubi, le ombre che si allungano, i liquidi verdognoli, per non parlare del gatto letteralmente rigurgitato ed altro ancora.
Un film come “Drag me to hell” , che si potrebbe definire quasi bulimico, in altre mani avrebbe rischiato di sfondare la soglia dell’immotivato eccesso e della ricerca del “bhu!!” e del “bleah” splatter a tutti i costi per finire presto nel dimenticatoio degli orrori passati senza molta traccia.
Raimi riesce, invece, a creare un horror “a soddisfazione” che diverte senza rinunciare alle sue semplici raffinatezze, agli omaggi di rito, alle burle alla Raimi e alla morale.
“Drag me to hell” è, secondo me, talmente ben fatto che verrebbe voglia di rimpiangere il tempo che Raimi ha perso dietro ai volteggi tra i grattacieli di Spiderman. Anche con risultati discutibili.
In sala è stato quasi un lampo.
Trascinate, allora, il DVD nel vostro lettore e inchiodatevi alla poltrona.
Il divertimento comincia già dai titoli di testa.




Veramente ben fatto. Una perla nel suo genere (cioè i film alla Raimi
. Perfetto da recuperare in dvd.
Si, si, siamo d’accordo anche se a me la parentesi “ragnesca” di Raimi non è dispiaciuta…a parte il terzo film dove le eccessive licenze di adattamento (per quanto mi piaccia Bryce Dallas Howard, la sua Gwen Stacy è indigeribile) e una sceneggiatura troppo carica hanno rovinato quello che potenzialmente poteva essere il migliore dei tre film!
A me e’ stata sempre antipatica, dal primo.
Non mi è dispiaciuta la parentesi di Spiderman, ma Raimi sa dare tutto il suo meglio negli horror. Peccato averlo perso al cinema! In realtà la sceneggiatura di questo film fu scritta da lui e il fratello Ivan nell’ 89…
Sull’uomo ragno ho scritto secoli fa qualcosa sul secondo, che e’ un discreto film. Non mi e’ mai piaciuto l’approccio al personaggio di Raimi. Troppo moderno, troppo recente e giovanilistico.
E poi non tollero il fatto che gli abbiano tolto i lanciaragnatele.
Concordo totalmente con questa recensione. Gran film!