Il cinema secondo me

Dark water di Walter Salles – Recensione

Dark Water Visione, in DVD a noleggio, di “Dark Water ” remake di un film giapponese diretto, a suo tempo, da Hideo Nakata.
Non ho visto l’orginale quindi non posso fare paragoni e calcolare medie ponderate. Posso solo scrivere che questo film mi è piaciuto, discretamente.
La Connely tiene banco e certo non si può dire che non conosca la misura; cosa questa che, recitando in un horror, è facile perdere.
La regia è perfetta: il brasiliano Walter Salles maneggia una storia giapponese e l’ambienta in una New York plumbea, anonima al punto tale che potrebbe essere qualsiasi città del mondo, una scenografia perfetta in cui far strisciare fantasmi e raccontare solitudini. Una città paurosamente grigia, inondata da una pioggia perenne, una atmosfera cupa e asfittica di un mastodontico palazzone che sembra vuoto e che è isolato malgrado sia ad un passo dal centro New York; un palazzone che, almeno per lo spettatore, sembra essere raggiungibile solo con una teleferica: una perfetta eleborazione moderna del tema della casa isolata e senza vicini caro al genere. Tutto è sufficiente, se non a spaventare, a tenere almeno sulla corda senza agitare arti mozzi o ricorrere a trucchi (quelli che ti fanno saltare dalla sedia che poi scopri che era un gatto, per intenderci). Un film horror un po’ virato all’intimismo, forse distante dai canoni ma non per questo meno riuscito. Anzi.
Tutto poggia su ottimo mestiere e anche sulla musica di Badalamenti; il resto lo fanno i fantasmi che bisbigliano e le correnti di acqua oscura e limacciosa di cui il titolo.
Forse il bandolo della vicenda è meno oscuro e suona, alla fine, prevedibile.
La storia si ripete, è vero, ma questa volta quasi non te ne accorgi.
Non vi accorgerete neanche di un grande, ma irriconoscibile, Tim Roth che scopirerete solo nei titoli di coda.

 

Se lo desideri puoi consultare l’indice delle recensioni presenti in questo blog.

8 Commenti

  1. Exrottadicollo says:

    Nero che segna. Meglio dell’originale giapponese.

  2. Fringe says:

    che differenze ci sono, a parte l’ambientazione americana?

  3. Exrottadicollo says:

    Qui l’orrore viene da dentro, come se acqua sporca e pioggia insistente fossero una proiezione interiore; è più intimista e al tempo stesso più ’spiegato’. In Nakata l’orrore è esterno ed è comunque una storia di fantasmi(ni)…

  4. Fringe says:

    claro, grazie.

  5. Emanuela says:

    Ho visto l’originale, ma non questo. L’originale mi era piaciuto moltissimo.

  6. LG says:

    l’originale è fichissimo, oh, yeah. spettacolare.

  7. kekkoz says:

    tutto sommato sono d’accordo, anch’io mi sono positivamente sorpreso del lavoro di Salles.

    ecco, però ora è tempo che scendi in videoteca, ti noleggi quello di nakata, e godi. :-)

  8. Exrottadicollo says:

    …sì, scendi in videoteca, noleggia Nakata e godi…ma quello di Salles è molto più bagnato. E sporco.

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