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Crash. Contatto fisico di Paul Haggis – Recensione

Crash

Finalmente ho visto “Crash”.
Continuo a tifare per “Good night, and good luck” anche se non mi dispiacerebbe vedere “Crash” tra i premiati per i suoi giusti meriti.
Scegliete voi quale.

 

Innanzitutto “Crash” è un film scritto molto bene, la circolarità delle vicende che si intersecano è molto ben calibrata, gestita con leggerezza, senza grosse verbosità. E’, insomma, fluida e non appare artefatta. Certo la “circolarità ad incastro” delle storie è ormai elemento comune in certi film e in questo “Crash” paga più di un tributo a diversi necessari padri ispiratori.

 

Il che, a ben volere, non è un difetto capitale se si riesce a non fare confronti.

 

E’ un film girato molto bene, in modo elegante, suggestivo, con luci e colori che ti fanno sospirare gli occhi e il cuore. Il problema è che rischia di diventare una rappresentazione impersonale, forse oleografica , a tratti rituale come la sigla di un telefilm.
Il che, sempre a voler bene, non è un difetto capitale.

 

E’ un film che affronta una serie di argomenti quali la convivenza interraziale, il razzismo, i rapporti di potere nella Los Angeles del 2004 riempiendo tutti i personaggi, anche gli assassini e gli sbirri, di tanta umanità che alla fine, oltre a commuoverti, ti rendi conto che a Los Angeles è molto più difficile vivere che morire, con buona pace di William Friedkin che, però, non aveva l’obbligo del politically correct.
Ma fare un film in cui la umanità è buona non è, a ben volere e di questi tempi, un vizio capitale. Al massimo genera delle illusioni come quella, meravigliosa, del giubbotto invisibile raccontata nel film o come quella finale in cui il ladruncolo di colore ha un gesto di nobiltà nei confronti dei nuovo schiavi sottolineato da un ironico “Questa è l’America. Il tempo è danaro”.
Lasciamoglielo fare perché al cinema le illusioni funzionano ancora.
E gustiamoci questo film sfrontato, come scrisse Ghokachu, che non fa nulla di male.
Buona notte, e buona fortuna.

5 Comments

  1. alpoisson says:

    Condivido. L’unico appunto vero che mi sento di fare al film ( e che han fatto in molti)è questo che ti riporto pari pari dal messaggio che mandai al gruppo:
    “Nelle vicende di CRASH, però, c’è qualcosa di troppo programmato e così nei
    suoi personaggi, sempre molto categorici nel bene o nel male o spesso in
    entrambi.C’è anche un’intenzione moralistica, succede troppo spesso di
    dover per qualche motivo rinnegare i propri sentimenti, in positivo o in
    negativo,o rivedere le proprie posizioni come per un contrappasso troppo
    automatico.”
    Continuo a tifare ank’io per Clooney anke se mi pare che i bookmakers lo diano sempre a poco, o sbaglio?E Brock.Mount. l’hai veduto?

  2. Renatomas says:

    Mi fa piacere che finalmente tu abbia visto questo fantastico film e mi piacciono le tue riflessioni a proposito.
    Io ne sono rimasto molto colpito e al ritorno dal cinema ne scrissi qualcosa sul mio blog.
    Ora non mi resta che vedere Good night and good luck!
    Ciao, alla prossima.

  3. Fringe says:

    Indubbiamente la confezione e la scrittura sono un po’ “ruffiane”. Come scrive Ghoka e’ un film sfrontato.
    Pero’ mi e’ piaciuto.
    Renatomas vedere Good night and good luck assolutamente!!!!
    Sulle scommesse con un po’ di fortuna si puo’ fare fortuna.
    Quando le gioco postero’ le combinazioni

  4. bonekamp says:

    argh!
    secondo me è pessimo!
    motivo e argomento (poco, in effetti) di là da me

  5. BenSG says:

    Mah, a me è piaciuto un sacco invece… Sarà che come annata è andata piuttosto male..?

    Qui la rece:
    http://www.delikatessen.splinder.com/post/7181882

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