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Broken flowers di Jim Jarmusch – Recensione

Broken flowers” è un film che un po’, ma solo un po’, delude.
Gli amanti di Jarmusch si saranno trovati forse un po’ a disagio con questa commedia dal retrogusto amaro distante dal fascino tipico dei film di Jarmusch.
Insomma dal western mistico di quel capolavoro che è stato “Dead man” a “Broken flowers” ce ne corre. Come pure da “Ghost dog”.
Sono assenti i temi jarmuschiani o, almeno, sono mutuati con qualcosa di più riconoscibile e facile come può esserlo questo road movie dei sentimenti che strizza un po’ l’occhio, con discrezione e senza mai affondare il colpo, a tutti.
Ci si consola, allora, con la forma, questa sì perfettamente, e piacevolmente, jarmusciana che riscatta il film.
Anzi, gli dona quello splendore che in mano ad altri non avrebbe.
E’ il tocco del maestro.
Tanto per citarne solo un paio: il gusto per il lento e preciso indugiare nelle inquadrature prima di sfumarle, il ritmo denso quasi carezzevole, gli stessi silenzi “pesanti” mentre si inquadra qualcosa o qualcuno e, infine, le altrettanto silenti sottilineature rese efficaci dalla interpretazione di Bill Murray “rarefatta” e che, come consueto, procede per sottrazioni ma non è mai stata così azzeccata come in questo film.
Pero’ Bill Murray dal prossimo film la smette di recitare sempre lo stesso ruolo alla stessa maniera? Vero?

11 Comments

  1. vanbronck says:

    girando alla ricerca di altri blog sul cinema ho trovato il tuo…se ti va ti metto fra i link del mio (che per la verità non parla solo di cinema).

    Ps:Non posso commentare “broken flowers”…ancora non l’ho visto

  2. billybrown says:

    a me il film è piaciuto parecchio. per certi versi mi ha ricordato LOST IN TRANSLATION e per altri SIDEWAYS. fossero tutti così i film!

    riguardo alla frecciata a bill murray…il suo stile è quello. spaesato, sarcastico…è sempre stato così. però non mi sembra che l’interpretazione di BROKEN FLOWERS sia identica a LE AVVENTURE ACQUATICHE DI STEVE ZISSOU, tutt’altro. bisogna distinguere fra stile e interpretazione.

  3. Fringe says:

    Anche a me e’ piacuto parecchio.
    La frecciatina era riferita a “Lost in translation” e non al zissou che, per inciso non mi ha entusiasmato.
    Murray si e’ creato un dignitoso cliché, mi piacerebbe vederlo fare altro. So che ne’ e’ capace.

  4. federico says:

    concordo con la tua visione…simile a quella che ho scritto anche io..daccordissimo anke su Murray…molla il personaggio di “Lost in Traslation” !! non ne hai bisogno…

  5. Fringe says:

    vanbronck ti ho linkato. Magari fai un giro su http://cinebloggers.splinder.com

    Federico Ne ha bisogno se vuole risparmiare fatica. In questo film proprio quel ruolo gli ha reso moltissimo.

  6. billybrown says:

    boh…io di storie come LOST IN TRANSLATION e BROKEN FLOWERS ne vedrei a palate sinceramente. nonostante lo stile recitativo di murray sia simile :) voglio dire…se serve a impreziosire ogni film in cui recita…ben venga!

  7. Roberto says:

    Lo ripeto anche qui ho trovato sconcertanti i riferimenti, riblatati e non, al film di Wim Wenders “Don’t come knoking”.

    Si di Sideways c’è l’on the road un po’ kereukiano.

    Ma il cinema indipendente americano non riesce ad immaginare altro?

    Rob.

  8. Fringe says:

    Robe’ hai ragione.
    I fugiaschi di Easy rider sono diventati dei sessantenni dallo sguardo intenso e, sotto sotto, bisognosi di coccole e cucina.
    Indubbiamente il cinema indipendente americano sta scegliendo temi rassicuranti o toni molto interiori, non ci sono rotture ma semmai la ricerca di un equilibrio perduto.
    Non so se e’ un male ma credo che sia l’effetto della attuale situazione storica. E’ un cinema fatto di “sottrazioni” e riflessioni.

    Sideways mi ha annoiato a morte.

  9. alpoisson says:

    sideway è stato sopravvalutatissimo da certa critica, ma il pubblico italiano non ci è cascato stavolta al gioco del cult movie

  10. Roberto says:

    A me no Sideways piaque. Però proprio perché sempre meglio quello che il cinema di Holliwood allo stato puro.

    Gli esistenti di Sidewys va riconosciuto erano un po’, chi più chi meno, sopra le righe.

    A me comunque il film è piaciuto. L’ho trovato interessante in alcune soluzioni narrative come ad esempio quella del finale che ti lascia un po’ perplesso ma che poi quando ci rifletti è tutto sommato convincnente.

    Però mi viene in mente una scena di Un film di nanni Moretti in cui lui dice se leggo 5 immagino 3 se leggo 3 immagino 2 a proposito della critica.

    Ho visto l’Enfant dei fratelli Dardenne e attendo You and me and everyone we know di Miranda July.

    E l’ultimo di Woody Allen Match Point, con Scarlett Johansson e Jonathan Rhys-Meyers, tu che sai sempre tutto che sai dell’ultimo film di Woody Allen che è una evergreen idea per un post?

    Questa cosa dei numeri fa tanto carta di credito … non è che a ogni commento ci sottrai 10 centesimi dal conto in banca vero … no perché, in tal caso, potresti avere brutte sorprese ;-) )

    (lo so, lo so che è un anti spam).

    Rob.

  11. billybrown says:

    io sono curiosissimo di vedere MATCH POINT visto che il caro woody torna alle atmosfere cupe e thriller dopo OMBRE E NEBBIA. chissà come se la cava il vecchietto…

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