Come “Jackie Brown”.
Anche in “Bastardi senza gloria” Tarantino si destreggia scaltro tra le tentazioni di film di genere senza farle diventare il fine del film stesso.
In “Bastardi senza gloria“, infatti, Tarantino plasma ancora una volta, come in tutti i suoi migliori film, i suoi riferimenti. Li usa e li mastica per poi sputarli, insanguinati, in un film “vero” di sontuoso grande cinema in cui l’erudizione cinefila è solo lo sfondo, la frangia che arricchisce. Puoi guardarla ma puoi anche farne a meno: il film è meraviglioso, ti afferra a prescindere e ha un sapore proprio e l’autorevolezza del maturo capolavoro.
Non è uno sgangherato catalogo di ricordi di film che ho visto e che mi sono piaciuti come, ad esempio, “Death Proof”.
Come “Pulp fiction”
Ironico e crudele, con dialoghi lunghissimi che stuzzicano lo spettatore, lo provocano.
Lui, lo spettatore, sa che sta per accadere qualcosa, ed è li’ sulla poltrona che sghignazza e un po’ freme. In ogni dialogo si aspetta il botto. Il tempo si dilata senza la minima parvenza di noia anche se tre quarti del film sono in tedesco sottotitolato che nemmeno Wenders
Il bello è che alla fine ti rendi conto che anche i sottotitoli e Cenerentola sono più pulp e tarantiniani di una katana affilata che gocciola sangue.
Stai li, ti diverti, aspetti il botto e il prossimo piano sequenza da applauso.
Delle citazioni te ne freghi, con buona pace di “Sentieri selvaggi” ed Edwige Fenech, di Morricone, Carrie ecc ecc…
Tanto c’e’ Internet.
Ancora una vendetta. Stavolta kill Adolf
Ci sarebbe da scrivere un trattato sulla idea di trucidare in un cinema l’impero nazista con due attentati contemporanei e indipendenti e mettere fine alla seconda guerra mondiale.
Tarantino come la “bride” di “Kill Bill” confeziona la sua vendetta, catartica nell’effimero cinematografico. Trucida il cattivo della seconda guerra mondiale: un nevrotico Napoleone con qualche ascendenza Disneyana. Si riscrive la storia e, almeno a cinema, vincono i buoni anche se bastardi.
A Cannes, tanti anni fa, fece vincere qualcun altro e non fu così divertente ed ormai non se ne parla più.
Il grande cinema sopravvive. Sempre.
Grande la pagina nel link
Anche e me è piaciuto assai.
Ma questo già lo sapevi.
Il grande cinema sopravvive grazie pochi registi, ahimé. Che in questo caso incassano pure al box office, peraltro.
A quando un tuo commento nel mio blog, vecchio ex Fringe?
Rob.
Parliamo di piani sequenza: quanti? Io ne ho notato uno solo, anzi, l’ho previsto, e mi è sembrato uguale uguale a quello di Kill Bill vol.1 nel locale di Charlie Brown.
“A Cannes, tanti anni fa, fece vincere qualcun altro e non fu così divertente ed ormai non se ne parla più.”
A chi ti riferisci?
Anch’io non sono sicuro di aver colto la cosa di Cannes. Intendiamo Pulp Fiction?
Salve a tutti .
Quando Tarantino fu il presidente della giuria di Cannes fece vincere il film di moore. Mi rendo conto di aver scritto una cosa un po’ criptica.
Nelle scene al cinema ci sono molti piano sequenza
Kill Bill eccedeva troppo secondo me con le citazioni, proprio perché dimenticava il film stesso, lo travalicavano. I Basterdi invece è cinema puro, anche di “intrattenimento”. Prima che uscisse nn so perché ma nn riuscivo a figurarmi un war-movie di Tarantino. Ma una volta visto (due volte) mi accorgo che è tarantiniano fino al midollo.
Occorre che mi riguardi Jackie Brown, in ogni caso.
Stasera vado a vederlo al cinema. Non vedo l’ora…