Ho finalmente visto “Avatar” e sono ancora un po’ stordito.
E’ vero, l’impatto visivo è al di là di ogni immaginazione, non è paragonabile a nulla voi abbiate mai visto.
Con il 3D si vive un’esperienza unica, irripetibile.
Si può andare a cinema a vedere “Avatar” solo per questo e sono soldi ben spesi.
Al tripudio tecnologico e all’avanguardia di “Avatar” si unisce una storia che, invece, recupera un archetipo classico e ciclico del cinema americano: il viaggio verso la frontiera (“Spazio, ultima frontiera”) che da territorio di conquista diventa luogo di riflessione e rinascita.
Nelle vicende del marine Jake Sully non si può fare a meno di notare riferimenti e suggestioni a quei western “revisionisti”, a quei momenti di critica che il cinema americano ha avuto intorno agli anni ‘70 e che ancora strisciano nei pochi western recenti.
Penso, come qualcuno ha già notato, a film come “L’uomo chiamato cavallo” o “Soldato Blu”, titoli quest’ultimi ai quali i “Balla coi lupi” o “Pocahontas”, spesso evocati per “Avatar”, devono la loro stessa esistenza.
La bellezza di “Avatar”, al di là dell’impatto visivo, è proprio la raffinata ricchezza di questo gioco di riempimento e aggiornamento dell’archetipo con elementi e sfumature, anche molto colti, disposti per creare una storia semplice che, malgrado le critiche che si leggono in giro, non ho trovato affatto banale.
Molti hanno criticato, ad esempio, il buonismo ambientalista e l’antimilitarismo della pellicola.
Io penso che per essere efficacemente antimilitaristi non si debba girare “Full metal Jacket” e, in ogni caso, la battuta sulla “guerra preventiva” in un blockbuster come “Avatar” è un atto di coraggio. Se i tempi, e i presidenti, sono cambiati scommettere sul botteghino può essere rischioso.
Cameron è riuscito a creare un intrattenimento puro conquistando una dimensione autoriale che forse meritava anche all’epoca di “The Abyss”.
In ogni caso banale o meno che lo riteniate, “Avatar” merita una fila al botteghino e dieci euro di biglietto.
Perderlo sarebbe un peccato.
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Sono d’accordo che non va perso
Una splendida recensione, che mi vede d’accordo su tutto, sono appena tornato dal film con una riflessione ‘tecnica’: un film del genere rende immediatamente anacronistiche tutte le pellicole di guerra, allo stesso modo in cui ‘Platoon’ ha surclassato i vecchi films di guerra degli anni ‘50.
‘Avatar’ è uno di quei film che ti fanno percepire nettamente un cambiamento di standard e, aldilà della trama, merita di essere visto per il suo valore ’storico’.
Na, hai cambiato il titolo del post … copione
Con stima.
Rob.
Sinceramente, l’effetto 3D mi ha abbastanza delusa…è stato meglio reso in Christmas Carol…Attendo con ansia Alice di Tim Burton- adoro questo regista-…trovo che Avatar sia stato troppo pubblicizzato…l’attesa che hanno creato intorno a questo film non corrisponde, a mio giudizio, al valore intrinseco della pellicola…la trama non è nuova…mi chiedo se ce ne sia stato effettivamente bisogno di girarlo. Se proprio lo si vuole vedere, consiglio di non spendere soldi per il 3d, almeno per questo flim!
Io credo che questo film abbia senso solo se visto in 3d. Non nutrivo aspettative particolari su Avatar e sulla non novita’ della storia o sul senso, addirittra, di girarlo ci sarebbe da discutere.
Aspetto anche io l’alice di burton anche perche’ Sweeny Todd non mi piacque.
Insomma, la sceneggiatura ti ha convinto, mi pare di capire. Non lo hai trovato scontatissimo, retorico, o superficiale?
Io, così senza saperne nulla, temo che sia esattamente queste tre cose: scontato, retorico e superficiale. Però ripeto, non l’ho visto, per cui non posso valutare; anzi, ti dirò che voglio cercare di andarlo a vedere senza pregiudizio alcuno (conoscendomi so però che sarà dura).
e’ un blockbuster quindi non puo’ essere complicato.
Supeficiale no anzi i temi sono molto compessi, magari affrontati con semplicita’
Scontato ? Puo’ darsi ma e’ emozionante perche’ scontato.
Retorico ? Preferite la retorica guerrafondaia o e’ meglio la retorica che dice nemmeno tanto tra le righe che l’idea di una guerra preventiva e’ stupida?
Certo, c’è retorica e retorica, anche questo va riconosciuto.
Secodo me non e’ un film retorico. Come non era retorico “l’uomo chiamato cavallo” con l’indiana che si chiamava Liberta’.
C’e’ senz’altro una semplcita’ di messaggio che deve fare i conti con una semplicita’ del mezzo. Ma per un blockbuster condannato a vendere non si puo’ andare per il sottile.
Quello che fa percepire come retorico il film è che il tema affrontato e’ molto consueto, ormai stratificato. Un tema molto
avvertito nel cinema americano che ogni tanto affiora.
Bah, a me Avatar non è piaciuto, trovo che sia scritto molto male. Sono d’accordo sul fatto che la semplicità di trama non è necessariamente un punto debole del film.
10 e lode alla tecnica di animazione/3d.
Se ti interessa, leggi la mia recensione su cineovo.
Complimenti per il sito, molto ben fatto e interessante.
E’ scritto “male” perche’ come progetto prevede di esaurirsi in altri episodi e quindi si sono lasciati molte porte aperte. Senz’alrto e’ un limite, ma di questi tempi non gravissimo.
Questo e’ vero.
Grazie per l’apprezzamento.
A presto
A me non sembra una gran rivoluzione come volevano farla apparire… Pensavo che Cameron facesse una cosa che nessuno aveva fatto: conferire un significato al 3D. In altre parole, ciò che è mancato è stato questo fatto: se vedessi Avatar in 2D perderei parte del significato, del messaggio che il film dovrebbe trasmettermi, e così non è successo! Questa è la rivouzione mancata secondo me… Che lo veda in 2D che lo veda in 3D perdo solo degli effetti buttati lì.
Persino nella 82esima edizione degli Oscar Avatar non è stato troppo apprezzato. E la prima donna a vincere miglior regia e miglior film (chi è?) è la Bigelow, ex-moglie di James Cameron (regista di Avatar) O.O, durante la stessa competizione con Avatar… =S Questa si che è ironia della sorte! =)
Sulla questione della rivoluzione bisogna chiarirsi.
Avatar e’ un film assolutamente convenzionale girato con tecniche rivoluzionarie.
Non so quando il 3d dara’ un significato al film oltre quello di fornire una visione diversa e più spettacolare e che finisce se il film lo vedi in 2D.
Al momento mi sfugge come possa il 3d “conferire significato” ad un film. Forse e’ presto per attendersi queste rivoluzioni.
Ci sarebbe da affrontare il discorso di come la tecnica influisca sul film making come dice Niola qui (http://www.mymovies.it/film/2009/avatar/news/tutteleinnovazionidelfilm/), ma personalmente non ci capisco niente.
Sugli Oscar io ero sicurissimo che Avatar non avrebbe vinto. L’ho anche scritto su facebook. E’ un film troppo semplice e troppo facile per un Oscar.
Che abbia vinto la Bigelow mi fa molto piacere… dai tempi di Near dark