Skip to content



Prova ad incastrarmi

Ho noleggiato il DVD di “Prova ad incastrarmi” per due ragioni.
Ero, innanzitutto, affascinato dall’idea di rivedere un Lumet “processuale” e mi interessava anche verificare come se la cavasse Vin Diesel in un ruolo in cui saper recitare fosse importante almeno quanto tirare cazzotti o sconfiggere mostri di pianeti dalle notti eterne.
Malgrado Diesel faccia bene il suo con misura e bravura, il film non eccelle, rimanendo in quell’area di film “carini”, ma “trascurabili”.
Uno di quei film, per intenderci, su cui aleggia un certo spirito, per così dire, “alimentare”.
“Prova ad incastrarmi” è, infatti, una commedia, ad umorsimo facile e contenuto ma a morale spiccia e senza sfumature che non si capisce dove vuole andare a parare.
Un po’ film su una mafia da caricatura, un po’ di trial movie in cui la Giustizia, come nella vita reale, non è per tutti.
Il mafioso è simpatico, il giudice è molto umano, l’avvocato è molto serio.
Il procuratore generale, che è un po’ bastardo, ammonisce il pubblico che che no, proprio no, non si può tifare per mafioso senza vergognarsi almeno un po’.
Sarà leale ma sempre criminale è.
Si ride un po’, si applaude Vin Diesel, ma alla fine si ha l’impressione di aver perso del tempo con chi poteva raccontare la stessa storia in modo diverso.






7 Comments

  1. alp

    anch’io ero curioso di vedere un Vin Diesel non muscolare , di Lumet invece non mi fido piu da anni.. che faccio lo noleggio o no?

    Posted on 26-Sep-06 at 15:44 | Permalink
  2. Massi’ …
    In lingua originale e’ un po’ piu’ divertente

    Posted on 26-Sep-06 at 16:00 | Permalink
  3. Che nostalgia di Paul Newman che mi ha fatto venire con questo post.

    Dovrebbe proprio pasare da me egregio amico.

    C’è una sorpesa che magari ha sottovalutato dai feed … ehm ammesso che mi legga da lì ;-).

    Lo so che non è corretto ma lo faccio in nome di una buona causa e per la nostra vecchia amicizia di chat …

    Rob.

    Posted on 28-Sep-06 at 02:01 | Permalink
  4. Niente di che infatti.

    Posted on 28-Sep-06 at 23:53 | Permalink
  5. Cooper

    Si aspetta la sua opinione su Black Dahlia: non dimentichi che deve a De Palma il suo esordio da cineblogger! ;-)

    Posted on 30-Sep-06 at 17:47 | Permalink
  6. Ma che fine hai fatto?

    + di un mese che non posti.

    Ci fai preoccupare.

    ;)

    Rob.

    Posted on 08-Oct-06 at 16:09 | Permalink
  7. Ciao, da un pò leggo con curiosità i tuoi commenti. A molti questo Find me guilty non è proprio piaciuto, io l’ho trovato frizzante, l’ideale per riabbracciare Lumet. Ti posto un mio commento fatto in un forum:
    Gag-ster. Non gangster, ma comico. Dopo le lucide analisi di Serpico e Quel pomeriggio di un giorno da cani (e non dimentichiamoci di La parola ai giurati, La collina del disonore, Rapina record a New York e Il verdetto), Lumet non perde in lucidità, ma cambia registro gettandosi tra le braccia della farsa.
    Dunque i toni sono quelli della commedia, un umorismo solo vicino al diluviante cugino Vincenzo di Lynn, quasi sottile, non adatto a tutti i palati. Ma diciamocelo chiaramente, è impossibile trattenersi quando si scopre che l’aula di tribunale sembra tutt’altro che un’aula di tribunale (un ristorante, un bar, un palcoscenico, uno stadio?) oppure di fronte all’ennesima caduta da un letto.
    Fotografia, musica, tema (l’individuo e il gruppo, le falle di un sistema spaccato, l’incapacità di una Legge indifesa. Ha detto Lumet: “Gli errori dell’autorità risvegliano il mio interesse”), tutto perfettamente nelle corde del regista.
    Con mano ferma, ma rilassata (le lente carrellate), Lumet si gode lo spettacolo e sceglie la pungente arma dell’ironia per smontare l’ideale della famiglia mafiosa. Ecco allora che è possibile confondere i confini tra Bene e Male (una costante del regista) senza destare alcuna perplessità: i buoni fanno i cattivi (l’accusa ricorre alle vie illegali per incastrare gli imputati), i cattivi fanno i buoni (poco importa se spacciano, sono simpatici), e lo spettatore non ci pensa più di tanto e si ritrova, fin dalle prime battute, a tifare per i secondi.
    Il retrogusto è però amaro. E’ anche un cinema fatto di persone: Lumet mette in scena la vittoriosa condanna di un uomo solo e ingenuo (ecco allora che diventa lecito ricorrere alle emozioni: l’affetto della figlia, l’attrazione per la ex moglie, la figura del padre, la morte della madre annunciata da un giudice commosso), aggrappato ad un’idea di famiglia già estinta. E lo sguardo ammanettato a processo finito, con gli imputati che se ne tornano a casa (e abbandonano il quadro) salutando allegramente e distrattamente il loro salvatore, la dice lunga.
    Bravi tutti gli attori. Ma a lasciare il segno è un travolgente Vin Diesel con capelli, pancia e passo obliquo.
    “Affollato, antiquato, irresistibile, Find Me Guilty è uno di quei film che fra poco nessuno sarà più capace di realizzare” (F.Ferzetti).
    A presto, Rob.

    Posted on 29-Oct-06 at 00:14 | Permalink

Post a Comment

Your email is never published nor shared. Required fields are marked *
*
*
web counter