Non è un fotomontaggio.
Mio Dio stanno arrivando!!!!!!!
NAPOLI NAPOLI NAPOLI di Abel Ferrara
ora in POST-PRODUZIONE
E’ ora in post-produzione il nuovo docu-fiction diretto dall’acclamato regista Abel Ferrara, NAPOLI NAPOLI NAPOLI, prodotto da Minerva Pictures Group srl – Gianluca Curti, PFA Films – Pier Francesco Aiello, Figli del Bronx – Gaetano Di Vaio, Luca Liguori e Pietro Pizzimento, e Massimo Cortesi.

“NAPOLI NAPOLI NAPOLI” nasce dall’incontro tra Abel Ferrara e Gaetano di Vaio, ex microcriminale napoletano il quale, una volta fuori dal giro della malavita, inizia il suo impegno sociale nei quartieri malfamati della città, cercando di porre un argine alla criminalità giovanile con la sua associazione Figli del Bronx, che mira ad aiutare ragazzi di strada attraverso l’utilizzo di molteplici forme d’arte, per rigenerare il tessuto sociale della zona.
Era nei commenti del post dedicato al film, credo che meriti la prima pagina e anche il secondo post in una giornata.
E’ da poco online il blog ufficiale di Across The Universe che accompagnerà l’uscita del film in home video DVD e edizione Blu-Ray. Lo curano Mauro Zanda e Fabrizio Ferrucci.
Questo post per tranquillizzare tutti quelli che si allarmano affettuosamente quando non scrivo per un paio di settimane. Sto bene, devo solo trovare la voglia di scrivere e il tempo.
Grazie per le mail e i messaggi via Gtalk.
“Prospettive di un delitto” (”Vantage Point”) ha un pregio che è evidente se solo ne avete sentito parlare: l’idea del film a mosaico che si compone tessera dopo tessera, prospettiva dopo prospettiva, in un tempo reale ripetuto in maniera circolare, aggiungendo un pezzo alla verità.
La locandina evoca molto limpidamente questa idea che è perfetta per macinare l’attenzione dello spettatore in modo da creare una specie di hype interno al film.
E’ efficace al punto tale che riesce anche a farti dimenticare, almeno per la prima parte, certe rigidità degli snodi, la improbabilità della storia, le mascelle e le pistole spianate e così via.
L’incastro di visioni differenti è reso fascinoso anche dal “gioco” delle riprese televisive e di quelle con la telecamera di un turista, generando una specie di effetto “telecamera sul cortile”, un gioco meta(tele)visivo che strizza l’occhio ad un paio di film e ad un paio di libri…
Peccato, però, che nel momento della convergenza, nella visione di insieme del mosaico, tutto si riduca all’inseguimento da routine e a rivelazioni senza minima tensione drammatica.
L’impressione è quella di una soluzione sbrigativa al servizio di impianto narrativo che prometteva bene: insomma, di una occasione persa.
Il cast è quasi perfetto anche se ho avuto l’impressione che Matthew Fox si trovi a suo agio solo sulle isole ritenute deserte. Nei contesti urbani è un po’, come dire… lost
Quando mi l’hanno regalato “Introduzione alla storia del cinema “ ho malignato in cuor mio che il donante fosse entrato in una libreria e avesse preso dallo scaffale il primo libro con la parola “cinema” nel titolo. Così per non correre rischi nel fare un regalo ad un cinefilo, senza stare troppo a pensarci. Forse a causa di questo pensiero maligno, non del tutto abbandonato, questo libro mi ispirava poco.
Il riferimento alla collana “Strumenti del DAMS” e la natura di opera collettanea mi ispiravano ancora meno. “Sarà una raccolta disaggi tediosi e incomprensibili”, pensavo.
Ho iniziato a leggerlo quasi per quel senso del dovere che ho nei confronti dei libri che acquisto o ricevo in regalo e, da libro destinato prendere polvere sullo scaffale, si è trasformato in libro da tenere sotto mano, con le pagine annotate e sgualcite, così come il bel libro di Gianni Amelio.
Insomma, un ottimo strumento di consultazione.
“Introduzione alla storia del cinema” raccoglie quattordici saggi sintetici che, per ogni singolo argomento e con la necessaria sintesi, offrono un quadro del periodo storico, della corrente, soffermandosi sui nomi e sui titoli .
Malgrado il carattere “introduttivo” promesso nel titolo, c’è una notevole densità di riferimenti e di informazioni tali da rappresentare un’ottima mappa da utilizzare per orientarsi.
D’altronde, come è scritto lì in alto, io sono un cinefilo incolto e uno strumento del genere è per me assai utile.
Leggerlo mi ha aiutato a collocare anche da un punto di vista storico alcuni episodi della storia del cinema e mi ha suggerito alcune “visioni” da recuperare…, se solo i film fossero reperibili in qualche modo (altro discorso!!)
Ho trovato molto ben fatto il saggio sulla nouvelle vague soprattutto perché è una delle poche letture “organiche” con uno sguardo a manifestazioni collaterali alla nouvelle vague stessa.
Il piccolo glossario finale è un po’ riempitivo ma non inutile.
Ben fatta la bibliografia.
Consigliato, dunque, a cineflili incolti.