Il cinema secondo me Rotating Header Image

Iron Man 2 di Jon Favreau – Recensione

La seria ortodossìa della casa madre, la Marvel, cala definitamente su Iron Man, oscurando il luccichìo del primo episodio.
Iron Man“, il primo, aveva, infatti, due pregi: autoironia e intelligenza.
Due elementi che, combinati con una buona dose di azione ben girata da Jon Favreau, non guastano in un film tratto da un fumetto.
Il primo “Iron Man“, come scrissi, era un film riuscito al punto da avere un successo imprevisto per un personaggio tutto sommato minore rispetto ad altre star della “casa delle idee”.
Forse per questo in quel film sembrava esserci  più libertà di scelta su come adattare il personaggio.
La Marvel ci contava poco o non si era accorta di essere seduta sulla favolosa pentola con le monete d’oro….

Continue reading →

La Cosa giusta di Marco Campogiani – Recensione

La cosa giusta” è un film diretto da Marco Campogiani, classe 1969, che ha avuto diffusione più o meno inesistente nelle sale.
ll giovane regista non si è perso d’animo e lo sta  proponendo un po’ in giro dandosi, per la verità, molto  da fare.
Io sono riuscito a vederlo al volo un po’ di tempo fa.

“La cosa giusta” è un buon film che ha il pregio di avere una scrittura molto ben calibrata che riesce a mantenere il registro del racconto sospeso, in equilibrio, tra commedia e denuncia. Marco Campogiani crea un film che è senz’altro leggero ma non banale. Allegro ma non comico, attraversato da amarezze e riflessioni che, sebbene non sottolineate, sono evidenti. La sceneggiatura è molto robusta, bene articolata, forse il vero punto di forza del film,  che  riesce ad affrontare il tema principale senza perdersi in rivoli collaterali.

La storia diventa corposa grazie alle interpretazioni di Paolo Briguglia e di Ennio Fantastichini nei panni di una tipica coppia di sbirri: il buono e il duro, l’idealista e il pratico. L’idea,  magari non inedita ma è senz’altro efficace.

Forse il limite de “La cosa giusta” è che manca un po’ di coraggio nelle scelte registiche e che, magari, la distanza con cui  Marco Campogiani racconta la sua storia potrebbe essere fraintesa e ritenuta in qualche modo una scelta garbata e concessoria: un modo per evitare l’affondo quando è necessario.
A dire la verità il film non soffre molto di questa scelta e, forse, pretendere altro significherebbe chiedere un film diverso, meno semplice di quello che è “La cosa giusta“. Vedremo cosa combinerà Marco Campogiani in futuro.
Questo è un inizio  molto incoraggiante.

Green zone di Paul Greengrass – Recensione

Green zone” diretto da Paul Greengrass è un film che rischia di passare inosservato e questo sarebbe un peccato.
C’è il rischio di confondere “Green Zone” con un momento di puro e ottimo intrattenimento, e di ignorare, o mettere in secondo piano, un aspetto che secondo me non è irrilevante.

Questo rischio è, a dire la verità, alimentato anche dal marketing che enfatizza la presenza della coppia Paul Greengrass, regista, e Matt Damon, attore, ricordandoci che sono gli elementi essenziali degli ultimi “Bourne”. “Green Zone“, insomma, con gli stessi ingredienti, deve seguire la stessa linea. Potrebbe anche bastare perché, come scritto altrove in questo sito, gli ultimi due Bourne sono film decisamente sopra la media. In “Green Zone“, a parte la confezione di uno straordinario e serrato action movie da antologia, incrocio perfetto tra thriller e spy story che inchioda lo spettatore, e l’esercizio di ottimo mestiere di Greengrass c’è un elemento un più.

L’intrattenimento, la confezione, è in questo caso al servizio di una denuncia che, tranne Moore, pochi hanno voluto proporre.
Fare un film di puro intrattenimento che, divertendo, solleva il dubbio che la questione “armi di distruzione di massa” in Iraq era una menzogna, è un atto di coraggio da non sottovalutare.

Non è da sottovalutare un film decisamente mainstream, destinato a scalare i botteghini, che dichiara apertamente “In Iraq eravamo dalla parte sbagliata. E lo sapevamo”. Greengrass riesce a coniugare denuncia, anche se in tempi politici differenti, e grande intrattenimento, creando un film perfettamente bilanciato tra esasperato, ma affascinante e funzionale, dinamismo e riflessione sui veri motivi di una guerra che già dall’inizio era davvero “sporca”.

Questo film vale molto di più di qualsiasi indagine giornalistica, pur essendo un prodotto di finzione. Le inchieste giornalistiche passano di moda, i film di successo poi escono in DVD. Non perdete “Green Zone”.

SEO Powered by Platinum SEO from Techblissonline