Il cinema secondo me

Buon non compleanno!

Oggi è il mio non compleanno!
Come è anche il vostro, credo.
Oggi è passato da casa il Cappellaio matto e mi ha portato un regalo.
Aveva fretta, non si è voluto fermare nemmeno per un tea.
A dire la verità non era proprio lui ad andare di fretta.
Il Coniglio Bianco che era con lui guardava minaccioso l’orologio e il calendario e diceva agitandosi: “Oh, povero me! Oh, povero me! Ho fatto tardi!”.

Poi, come se si fosse appena reso conto di essere in compagnia del Cappellaio Matto, quasi affannando ha detto: “Facciamo presto! Facciamo presto!” e sbuffando: “Sono in ritardo! Anzi anche tu sei in ritardo! Quindi siamo in ritardo!”.
Sembrava che avesse così tante cose da fare in così poco tempo a disposizione.

Il Cappellaio Matto, che rassomigliava vagamente a Johnny Depp, cercava di tranquillizzare il Coniglio “Abbiamo finito, questo era l’ultimo non compleanno dopo quello di Barbara, Gabriele e Paolo
Il Coniglio Bianco, con un tono sinistro “Il 3 marzo si avvicina! Non ce la faremo mai” e sospirava rassegnato.

E così, di fretta, se ne sono andati.
Lui, il Cappellaio ha lasciato sul divano il suo bel cappello.

Il cappello del Cappellaio Matto

Il cappello del Cappellaio Matto

Lo metto da parte caso mai ritorni con più calma, magari dopo il 3 marzo.
Anzi, se non ritorna è meglio. Il cappello me lo tengo perché è proprio della mia misura.

Ho spacchettato il regalo, conteneva un libro, con dentro un libro, con dentro un libro, con dentro un libro, con dentro una chiavetta USB.
Sulla chiavetta USB tanto materiale dal Paese delle meraviglie.

La chiave del Paese delle Meraviglie

I libri con dentro i libri sono bellissimi. Sono coloratissimi pieni di figure, come quelli che piacerebbero ad Alice, non sono noiosi come quelli della sorella di Alice, per intenderci.

I libri

Il libro, con dentro un libro, con dentro un libro, con dentro un libro con dentro una chiave

Che bel non compleanno…
Mi chiedo cosa debba succedere il 3 marzo e per quale motivo il Coniglio Bianco avesse così tanta fretta.
Voi ne sapete qualcosa?

Ps. Grazie per avermi fatto partecipare a questo gioco ….
Per le considerazioni serie sottoscrivo tutte quelle di Paolo.
Ora vado.
Devo ricordarmi di non uscire con il Cappello in testa.
Almeno fino al 3 di marzo.

 

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Drag me to hell di Sam Raimi

Drag me to hellSam Raimi, dopo nove anni dal discreto “The Gift” e a quasi un’era da “L’armata delle tenebre” torna a dirigere un horror.
Raimi trascina,  è proprio il caso di dirlo,   in “Drag me to hell” tutto  il catalogo cinematografico del genere: la maledizione gitana (“L’uomo lupo” docet),  i demoni, gli  esorcismi, le tombe profanate, i fantasmi, le mosche e altri insetti, gli spiriti inquieti, gli incubi, le ombre che si allungano, i liquidi verdognoli, per non parlare del gatto letteralmente rigurgitato ed altro ancora.

Un film  come “Drag me to hell” , che si potrebbe definire quasi bulimico, in  altre mani  avrebbe rischiato  di sfondare la soglia dell’immotivato eccesso e della ricerca del “bhu!!” e del “bleah” splatter  a tutti i costi per finire presto nel dimenticatoio degli orrori passati senza molta traccia.
Raimi riesce, invece, a creare un horror “a soddisfazione” che  diverte senza rinunciare alle sue semplici raffinatezze, agli omaggi di rito, alle burle alla Raimi e alla morale.
Drag me to hell” è, secondo me, talmente ben fatto che  verrebbe voglia di rimpiangere il tempo che Raimi  ha perso dietro ai  volteggi tra  i grattacieli  di Spiderman.  Anche con risultati discutibili.
In sala è stato quasi un lampo.
Trascinate, allora, il DVD nel vostro lettore e inchiodatevi alla poltrona.
Il divertimento comincia già dai titoli di testa.

 

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The invention of lying di Ricky Gervais e Matthew Robinson

The invention on lyingHo visto in DVD “The invention of lying” un film scritto e diretto da Ricky Gervais, quello di “The office” e Matthew Robinson.
Immaginate un mondo in cui non esiste la bugia, non esiste nemmeno la parola per definire la “bugia”. Questo è un mondo in cui nessuno sa dire “cose che non sono” e tutti dicono sempre e solo la verità. Un uomo un giorno mente, dice “una cosa che non è” e, non esistendo menzogna, gli credono. L’uomo continua a mentire su tutto e cambia la sua vita e quella degli altri.
Con questo artifizio e una serie di gag molto raffinate “The invention of lying” satireggia sul nostro mondo scherzando con fanti e santi (la sequenza delle tavole della legge trascritte sui cartoni di Pizza Hutt è deliziosa), facendo notare come oggi, nel nostro mondo, si sia più avvezzi alla necessità della menzogna di quanto si immagini e più di quanto sia necessario.

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Per fiducia 2.0

Ricevo e volentieri pubblico.

E’ partita la nuova sfida di “Per Fiducia”. Il progetto cinematografico che, attraverso il cinema, vuole raccontare i valori positivi che animano e fanno crescere l’Italia.
Dopo i corti d’autore a firma Salvatores, Olmi e Sorrentino, tre giovani registi hanno avuto la possibilità di girare le proprie storie, tutorati dai tre maestri.
Per Fiducia 2.0 é, al tempo stesso, un workshop creativo e un gioco online: un progetto basato sulle storie, la creatività e la fantasia.
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