Nell’ultimo Ritorno al futuro, quello ambientato nel West, il giovane Fox si presenta come “Eastwood, Clint Eastwood” ad una ganga di truci pistoleri ai quali aveva dato, per caso e involontariamente, una sonora lezione.
Potrei, ovviamente, ricordare male, quindi, non vi fidate troppo. Quello che, però, è importante è che, in quell’episodio di Ritorno al futuro, per citare ed evocare il genere Western non fu scelto il nome di un personaggio di quell’epopea, magari un Ringo o Gringo quasiasi ma quello di un attore. Non Wayne che è il Western ma un contemporaneo che del Western è stato l’ultima, e ormai definitiva, icona.
Quel pistolero dallo sguardo truce, tanto famoso da essere già citato, si è messo, ormai da tempo, dietro la macchina da presa dimostrando di essere un regista potente e sontuoso”; un regista che, come il buon vino, invecchiando migliora, acquistando spessore, consensi e Oscar. Siccome certe cose sono dure a morire, quasi come i pistoleri con il sigaro o senza, uno dei film migliori film di Eastwood, se non il migliore in assoluto, fu proprio un Western, anzi l’ultimo vero Western della storia del cinema: “Gli spietati“. Nel suo ultimo film, “Mystic River“, il “sontuoso” Clint affronta, con invidiabile senso del cinema e della regia, una storia cupa, inesorabilmente senza scampo, morbosa. Anche in questo film si coglie la mano di una regia che ormai domina con stile, sicurezza e, appunto, sontuosità. Perfetta la scelta dei tempi delle inquadrature come quelle che, ad esempio, modulano il ritmo di un finale senza respiro. Eccezionale il modo in cui segue gli attori, cogliendo e indirizzando anche le sfumature della recitazione. C’è da dire che in “Mystic River” Eastwood è aiutato da tre straordinari attori. E’ a dir poco sorprendente vedere Kevin Bacon recitare in quel modo, dando spessore ad un personaggio difficile: l’uomo della legge, l’amico inesorabilmente complice. E’ altrettanto stupefacente, forse di più, Tim Robbins alle prese con un personaggio pieno di dolorose contraddizioni e malesseri che finisce, però, per essere l’unico vero eroe innocente in una realtà che non tollera gli uni nè, tantomeno, perdona l’altra. Dovrebbero seriamente candidarlo all’Oscar Tim Robbins; non lo faranno perché, notoriamente, è un attore scomodo, impegnato politicamente. Provate a vedere il suo “Bob Roberts” del 1992, la sua impietosa e caustica biografia di successo di un politico manipolatore particolarmente senza scrupoli. In conclusione: “Mystic River” mi è evidentemente piaciuto molto, moltissimo. Però un piccolo difetto c’è. Senz’altro trascurabile nel complesso: Sean Penn Denireggia un po’ troppo. Non è che sia male… però, alle volte, sembra lasciarsi troppo influenzare dal suo modello imitandone le smorfiette e i gesti.
Mi domando perché. Penn è un ottimo attore… e poi, Clint Eastwood dovrebbe ricordare che anche gli attori, come tutte le cose della vita, si possono dividere in due categorie chi è Robert De Niro e chi…
Lo so, lo so, lo so! E’ una chiusura un po’ banalotta. Prendetela come una citazione, quindi: o mi perdonate anche se non sono Tarantino o, ovviamente, scavate.
-
Home
Iscriviti al feed
-
Hanno detto...
-
Ultime cose




Post a Comment