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Monsieur Ibrahim e i fiori del Corano

Le regole della tolleranza sono regole semplici, scritte con caratteri tenui, a tratti quasi invisibili. Bisogna solo saperli cogliere. Ho visto, da più di una settimana, “Monsieur Ibrahim e i fiori del Corano” e non ho ancora scritto una sola riga su questo film. Lo faccio solo ora, brevemente perché, come scritto giusto un post fa, trovo difficile scrivere di film che mi sono piaciuti particolarmente. E’ un bel film, silenzioso e suadente, che con delicata semplicità sussurra una favola. E’ un film dolce, tenue come un acquarello; una favola narrata, senza indugiare in descrizioni sofferte e vivide, tutto è mostrato con leggerezza, senza dolore, senza contrasti. Eppure si parla di cose importanti e difficili. Si parla del disagio della povertà e dell’abbandono, della voglia di crescere e, soprattutto, di come comprendere ciò che non ci appartiene; si parla di differenze tra le religioni, differenze che siamo abituati a vedere dipinte con colori molto diversi e enunciate, se non inculcate, con toni poco sussurrati. Insomma è un bel film, solido, ben girato e, soprattutto, ben recitato che a me è piaciuto molto. Cosa altro volete che scriva?






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