Ieri sera ho inaugurato la stagione cinematografica 2004 recuperando uno di quei candidati al titolo di blockbuster natalizio: “Looney Tunes: back in action“. Premetto che un affetto molto particolare mi lega ai film fatti “di persone” e cartoni animati, spiegherò il perché in uno dei prossimi post, per ora è sufficiente sapere che ero molto ben predisposto nei confronti di questo film che, tra l’altro, è diretto da Joe Dante.
Le mie aspettative sono state deluse. “Looney Tunes: back in action” è un film stiracchiato e noiosetto, pieno di gag fracassone e prevedibili che, a furia di ripetersi, stancano. Si ride poco e per lo più a denti molto, ma molto, stretti. Un paio di cose carine ci sono come ad esempio le varie citazioni che, però, danno l’impressione di essere messe lì giusto per dare uno spessore da cinefile e riempire, così, un vuoto difficile da coprire. Gustosa la scena ambientata al Louvre con la fuga attraverso i quadri ma nulla di più di quanto si riesca a vedere nel meno convincente dei cartoni animati. Il resto è davvero molto poco. Mi è risultato antipatico persino Steve Martin alle prese con un ruolo affrontato in modo fastidiosamente manieristico.
Capisco che in un film rivolto ad un pubblico di bambini certe enfatizzazioni fossero necessarie però, ai miei tempi, questi film, che si facevano in tutt’altro modo, passavano prima alla storia e poi in televisione durante le vacanze di Natale. C
he altro dire, o fare, se non mettersi a canticchiare sottovoce una canzone su una lunga, lunghissima parola dal suono strano, stranissimo.
P.S. Però a me mi è sempre piaciuto di più “Pomi d’ottone e manici di scopa”
-
Home page
-
Hanno detto...
-
Ultime cose



Post a Comment