“Lady Vendetta” non è un film che mi ha strappato gli applausi dalle mani, le lacrime dagli occhi e i sospiri dal cuore. E’ un buon film, senz’altro, ma non quel capolavoro da cinque pallette che gli altri (in media) gli hanno attribuito. Il mio giudizio è tiepido anche perché, come altrove scritto, non sono particolarmente attratto dalla cinematografia “con gli occhi a mandorla”.
Non ne comprendo l’estetica, non ne condivido i valori e ho un background, non solo cinefilo, diverso.
Scusate ma è così. Non posso farci nulla, non me ne vogliate.
Che dietro la macchina da presa ci sia un talento, si vede.
Si vedeva anche nel migliore “Old Boy” il cui delirio visivo ben si adattava alla delirante ascesa gli inferi che raccontava. Un film in prefetto equilibrio tra ironia e atrocità. Raccontato con eccessi che rendono partecipi. Film crudo ma, a suo modo, sentito, emotivamente forte che trascina lo spettatore verso la stessa ascesa.
In “Lady Vendetta” il medesimo regista indulge nel gioco delle ellissi, non solo visive, che arricchiscono il film di un manierismo che, alla lunga, stufa come tutti gli esercizi in stile barocco. A cominciare dall’evocativa locandina la cui meravigliosa idea si perde in un paio di bozzetti entro la prima metà del film.
Una ricerca costante della sequenza ad effetto, gioia degli occhi e di mamma, uno sforzo di creare composizioni suggestive tanto cariche di dolore (?) nelle intenzioni quanto ingombre di simboli.
Un continuo tracciare ghirigori narrativi (avanti e indietro nel tempo), introducendo personaggi che servono solo a giungere ad un soffio dalla noia e mostrare qualsiasi altra atrocità e, un po’, a farti perdere il filo.
Un insieme di colpi di genio a vuoto, ricchi di trucchi che, alla fine, rivelano poco fascino.
Buona parte dei tentativi “di ironia grottesca” (ma chi? ma dove?) altro non sono che giochini stereotipati di precisa provenienza molto occidentale accumulati giusto per fare massa e per dare l’impressione di voler gestire e amalgamare stili e tentazioni.
Ci sarà mestiere, senz’altro.
Manca, forse, il fine ma, almeno per me, rimane un po’ di noia.




12 Comments
beh, almeno ammetti che è un problema tuo.
(ovviamente si scherza, eh)
Lo so, sono la persona meno adatta per questo tipo di film.
Apprezzerai che l’ho visto. Meno il fatto che mi abbia annoiato.
E’ senz’altro un problema mio… anche se…
scusa fringe, non capisco quale sia il problema. anzi, un’opinione non allineata e schietta su questo tipo di film è sempre interessante da leggere. ne parli come non se ne dovesse discutere. La condizione di lontananza culturale è quello che più può accomunare gli spettatori…
almeno ammetti che è un problema tuo.
(ovviamente)
Dalla tua quasi-stroncatura mi aspettavo dessi ancora meno di tre tacchette..
Comunque è apprezzabile il fatto che tu almeno vai a vederlo, lo sforzo di uscire dai tuo back ground e dai tuoi canoni lo fai, altri non ci si provano proprio.
Quanto alla noia, è un dato senza senso, è troppo soggettivo, conosco gente che si annoia a morte con Toto’ e con Billy Wylder, io mi rompo moltissimo con harry Potter e con i cartoni di Miyazaki…
Lo so che la noia e’ un dato soggettivo ma, almeno qui, si scrive di cinema “secondo me…”
Ichi, di fronte all’esasperazione dei toni trionfalistici che leggo altrove incomincio a pensare che sia un problema vostro.
Altrettanto ovviamente.
Fate i bravi, su.
Tanto, finché non sapremo l’opinione di Gokachu, sarà inutile dibattere su chi ha ragione e chi torto.
Qui, intendo in questo blog, ho sempre ragione io.
:))))))))))))))))))))))))))))
Vogliamo finalmente dire apertamente che codesto Park Chan-Wook è un tamarro del cinema: che le cose che fa lui sono in ritardo persino rispetto ad Oliver Stone
e a Danny Boyle e che il suo è un cinema calligrafico e senza anima?
(riporto esattamente, Fringe: così ho anche potuto correggere due ‘typos’…)
P.S. Guardati la pagina per postare i commenti in Firefox.
Grazie Giacomo.
La pagina dei commenti in firefox? mi pare di vedere solo il carattere sbiadito, ma non ho idea da che cosa dipenda.
Oliver Stone? Danny Boyle? ma che skerziamo?fare questi nomi a proposito di Park è come parlare di Jovanotti in un congresso su De Andrè o ordinare hamburger in un ristorante di Vissani, e potrei continuare all’infinito.
Esagerazioni a parte :-)), il tempo dirà se Park sarà tra i Grandi di inizio secolo pero’ una certa alta classe è indubbia e gli ultimi 40 minuti di Lady Vendetta sfiorano il capolavoro
onestamente neanch’io sono stato preso dalla mania per l’oriente… però questo film è davvero bellissimo, secondo me. come film. nn come film orientale. certo Oldboy è su un altro piano… ma quello è quasi irraggiungibile.
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