Credo che sia la prima volta che accade una cosa del genere: da una attrazione di un parco giochi ad un film che minaccia di lasciar sbocciare sequel. Di solito, ai miei tempi, accadeva il contrario: si facevano i film, magari tratti da un libro o da un fumetto, e poi le attrazioni dei parchi e i videogiochi, il merchandise e così via. Era il cinema, insomma, il primum mobile da cui tutte le cose dovevano prendere il movimento.
Ora il percorso è diventato bidirezionale, vagamente tortuoso. Il videogioco viene prima del film, l’attrazione crea il film, e poi si fanno i libri. Il cinema, in una strana catena “alimentare”, diventa elemento la cui posizione è assolutmente fungibile con altre.
“La maledizione della prima luna“, perchè è questo il film a cui mi riferivo, è un bel filmone di pirati, come non se ne sono mai visti.
Pirotecnico, effervescente; anzi, come direbbero gli inglesi, è Swashbuckling, nel senso di borioso, fanfarone, rumorosamente rocambolesco pieno come è di spade fendenti (swash! swash!).
E’ swashbuckling lo straordinario Depp con il suo ghigno perenne che ricorda lo sfigato capitan Uncino e un pirata del 1926, forse più nobile ma con lo stesso sorriso.
E’ swashbuckling la storia, con capovolgimenti di fronte, soprese e lieto fine come lo sono gli effetti speciali con pirati che diventano scheletri sotto la luna per colpa di una maledizione.
E’ un film swashbuckling perchè il cattivo che fa più paura è una scimmia.
Insomma, come dice Bassoatesino, questo film è come “Gardaland senza fila“. Potete decidere di annoiarvi e storcere il naso ma perdereste il divertimento, sareste così poco “swashbuckling”, non riuscirete mai a vincere le maledizioni, rubare una nave, conquistare tesori e salvare una bella perchè, in fondo, non avete mai sognato di farlo.
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