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La mala educaciòn

Senza arrivare alla cruda immediatezza di Ratinthewall, che, per esprimere la sua opinione su “La mala educaciòn” ha citato il giudizio di Fantozzi sulla famosa “Corazzata “, posso affermare che l’ultimo film di Almodòvar mi è piaciuto poco.
Cerco di spiegare il perché in almeno tre motivi, conscio, però, del fatto che si tratta di opinioni che prendono in considerazione aspetti molto diversi.

Innanzitutto non mi è piaciuta la struttura a scatole cinesi: il racconto nel racconto di un racconto.
Non è l’idea in sé ma la resa di tale artificio in questo film che mi è sembrata fuori luogo.
Io l’ho trovata una idea narrativa un po’ fine a se stessa, utile solo a fornire l’occasione di mostrare degli eleganti stacchi tra un livello narrativo e l’altro e a creare l’atmosfera un po’ posticcia di un thriller.
Inoltre, ma questa è ancora una mia impressione, in alcuni passaggi si rischia di perdere lo spettatore intrappolato in una specie di “Twilight Zone” tra una scatola e l’altra.

In secondo luogo non mi è piaciuto perché con questo film Almodovar sembra aver “istituzionalizzato” il suo ruolo di provocatore rinunciando a quella anarchia, non solo tematica, che lo contraddistingueva e che era, per inciso, l’arma più acuminata che aveva a disposizione. Ne “La mala educacion” tutto è, paradossalmente, di una simmetria quasi “pontificia”, lo sono le storie nelle scatole e lo sono i personaggi e i valori. Nella simmetria non ci sono sfumature e senza sfumature tutto diventa prevedibile. Anche la morale della storia e non esiste un bersaglio più facile di una “morale prevedibile”.

E, infine, non mi è piaciuto, perché è girato come un thriller con tanto di citazioni sparse, troppe. Dalla colonna sonora dai picchi hermanniani alle soluzioni grafiche adottate per i titoli di testa e di coda.
Sarà bello, elegante ma, a memoria di cinefilo, Almodòvar non ha mai girato un film con questa compiaciuta ricercatezza che suona molto celebrale e innaturale.
Non vorrei invocare i tempi di “Legami” o de “La legge del desiderio” ma poco ci manca.

Qui trovate la scheda del film con le opinioni di tutti i cineblogger






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