“23″ è un thriller diretto con (abusato) mestiere da Jole Schumacher (quello di “In linea con l’assassino”).
Come tutte le cose di mestiere è sì ricco di ingredienti che magari ti divertono anche…
Ma come tutte le cose di mestiere alla fine ti rendi conto che proprio genuino non è.
Non ti annoi, è vero.
Grazie agli scrittori, rifletti anche sul fatto che 11/9/2001 faccia 23 (11 + 9 + 2+ 1=23) e che 23 è anche un numero di “Lost” oltre ad essere quello delle scale dal portone alla porta di casa tua e che la somma dei numeri che compongono il numero di telefonono di tua zia Petunia sia 115 (23 moltiplicato 5).
Il finale è carino (ricalca quello de:“L’uomo senza sonno”); Carrey è notevole, ma lo sapevamo già da tempo.
Però avverti che manca qualcosa.
Siamo li’ li’ per esplodere, lì lì che thirller ti avvolga e che tu ti arrenda al thrilling.
Ma poi tutto si ferma.
Si slabbra un po’…. e rimani a guardare e contare aspettando l’onda.
Che non arriva.
Ovviamente è la ventitreesima, il film si ferma molto prima di 22.
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