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Il nascondiglio

Il nascondiglioNel nascondiglio di Pupi Avati non manca nulla.
C’è una scala in legno al buio, la bufera e un ascensore che si blocca.
Ci sono anche i trilli improvvisi del telefono, i cigolii e i bisbigli notturni, la bara occultata, la donna in nero e la colonna sonora tirata tutta a stridori di archi.
Nel nascondiglio di Avati c’è posto anche per un cieco che svela parte della storia e per un prete che, invece, cerca di nasconderla.
Storia che è rivelata, come si conviene, a morsi.
Prima un pezzo, poi si scopre altro in biblioteca e, alla fine, si ha l’insieme.
Nel nascondiglio di Avati non manca il cattivo che, vicino ad un cimitero, ringhia guatando dall’interno di una automobile. Per finire abbiamo anche una povera vecchia alla quale manca senz’altro qualcos’altro, oltre che le rotelle.
“Il nascondiglio” di Pupi Avati è un film di puro artigianato che rispetta tutti i canoni del genere di riferimento ed è ben confezionato per l’esportazione (recitato in inglese ed ambientato negli Stati Uniti di America).
Non è un film così pauroso e terribile come ci si aspetterebbe, visti i precedenti.
La famosa “anima nera” di Avati scolora e affanna un po’ ma il mestiere nel mescolare gli elementi c’è, è tanto e si vede.
C’è, e si vede, una vivace passione nel voler raccontare una storia di vecchie case diroccate con una scala di legno, un ascensore che si blocca, i trilli notturni del telefono, i bisbigli notturni, la donna in nero ….






2 Comments

  1. Concordo che vedendolo si nota una grande passione di Avati per questo genere di storie… grazie alla sua regia riesce a ricreare atmosfere che sembravano perse da tempo.
    X me, un buon film sicuramente

    Ciao, a presto

    Posted on 21-Nov-07 at 16:04 | Permalink
  2. E’ un film costruito veramente con poco. Ma ha un fascino notevole pur non essendo irresistibile.

    Posted on 23-Nov-07 at 00:08 | Permalink

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