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Gli occhi di Peter e il naso di Jack

Ieri sera, anzi stanotte, ho rivisto “Il dottor Stranamore“. Non lo rivedevo da anni, a stento lo ricordavo. L’ho visto da una ottima edizione su DVD. E’ un film, come tutti quelli di Kubrick, assolutamente al di sopra degli standard, siamo oltre il capolavoro e il cult; su questo c’è molto poco da scrivere. Ci sarebbe, forse anche molto, da riflettere che un nome così sia stato, con davvero scarsa fantasia, utilizzato per una trasmissione televisiva idiota ma seguitissima. In questo modo il nome Stranamore sarà, d’ora in poi, sempre associato a Castagna con buona pace di Sellers, di Kubrick e del grande cinema.

C’è una cosa del film che mi ha colpito.

Nel film Stranamore indossa sempre un paio di occhiali scuri; questi occhiali non impediscono che, quando è inquadrato in primo piano, si vedano gli occhi di Peter Sellers.

C’è un gioco di luci, quasi una magia, per effetto del quale quegli occhi, anzi quegli sguardi, si intravedono sempre malgrado siano dietro lenti scure, molto scure; l’effetto è amplificato dal meraviglioso bianco e nero del film. Quegli sguardi, direi di più, spiccano. Sono loro a recitare rendendo la caratterizzazione di Sellers assolutamente grandiosa. Occhi che recitano dietro occhiali scuri.
Fine della considerazione. Link nella memoria di un cinefilo che ha abbastanza coraggio per bloggare di cinema; in “Chinatown” di Polanski, Jack Nicholson recita per gran parte del film con il viso coperto da una vistosa ed ingombrante benda.
Nelle prime scene del film qualcuno, mi pare di ricordare Polanski stesso, gli taglia una narice con un coltello. Recitare con il volto fasciato perché, come disse il regista, Jack era in grado, già all’epoca, di fare anche questo. Un volto che recita anche attraverso bende.






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