Se Torino piange (via Spostati).
Napoli, senz’altro…

… non ride.

Update domenicale
Bisogna dare a Cesare ecc. ecc. e non consultare più Trovacinema per queste cose. Pare inattendibile.
Secondo Cinematografo, infatti:

Ma vederlo in settimana sarà difficilissimo.


9 Comments
Ho controllato: da noi un po’ meglio, ma non poi così tanto.
Ciao!
Ma bene, a Napoli ci facciamo sempre conoscere. Speriamo che migliori nei prossimi giorni…
Il problema è che il med e’ troppo lontano anche se comodo per via del parcheggio e della tangenziale.
Ma mi pare di aver capito che lo facciano anche all’astra.
A Verona, la situazione è molto simile. Solo un cinema, in centro
Anche qui un solo cinema tra l’altro a me ignoto, ho dovuto stamparmi la cartina ma l’ultimo spettacolo è alle 21, l’altro alle 18.
In questo caso però mi permetto di aggiungere non credo sia causa del ’sistema cinema italiano’, recentemente pubblicamente attaccato da Cesare Petrillo di Teodora Film, ma esclusivamente di (?) logiche distributive, il film è distribuito da Buenavista, che tra l’altro non segnala l’uscita del film sulla propria homepage, ma soltanto tra i titoli “IN ARRIVO”.
Se un film NON si trova diventa difficile vederlo, pur con tutta la buona volontà.
Ma in fondo per capire meglio le logiche distributive dovremmo conoscere tante di quelle informazioni…
Se l’obiettivo de Il Petroliere per l’Italia è X, e con y sale lo si raggiunge, perchè ‘rischiare’ in termini di costi di spingere il titolo in più sale alla ricerca di Z, anche se in questo caso il ‘rischio’ per un film candidato a 8 Premi Oscar con un attore particolarmente conosciuto e amato come Daniel Day-Lewis dovrebbe essere piuttosto contenuto?
Lo stesso discorso varrebbe sul perchè pagare X alla voce ’spese di pubblicità’ senza avere alcuna informazione sull’efficienza dell’investimento, giacchè quella voce va comunque ’scaricata’, piuttosto che pagare Y a Z che può fornire e quantificare l’efficienza dell’investimento sottoforma di a, b, c dati sul denaro investito?
Credo che in un mercato dove non ci siano le basi per la concorrenza gli obiettivi di efficienza o di massimizzazione dei risultati non siano richiesti e/o ricercati, ma chiaramente ho divagato ed ‘Il Petroliere’ centra poco con il mio divagare.
O magari per ‘Il Petroliere’ si tratta di una distribuzione realizzata ad hoc per permetterci di immedesimarci al meglio nel film… battutaccia.
Buon weekend a tutti!
per anni si è detto di attuare un poco di protezionismo per i nostrani prodotti e non il formaggio di fossa, ‘na volta tanto
Oh, volendo si può intendere anche così…io di sicuro non la intendevo così. Ci siamo capiti.
(e poi uno dei due cinemi è a 10 minuti a piedi da casa mia e molto buono, hehe)
Napoli è peggiorata da quando l’ho lasciata.
Devi venire a Roma Fringe.
Qui c’è ancora attenzione ai cinefili.
Ma la vera domanda è “Perché di queste questioni parlano solo i blog?”
Un caro saluto.
Rob.
Io direi che due sale mi sembrano un’ottima cosa.
Il film di Dominik a Milano ebbe una sola sala in un multisala.
The Savages una sala.
Away from her due sale.
Chabrol due sale.
Greenaway non ha distribuzione, come, solo per citarne uno, Waters, non pervenuto da 3 anni.
Se di queste cose parlano solo i blog è perchè è la massa che crea i grandi volumi, è la massa che muove il denaro.
Se il 90% delle persone vuole vedere Muccino, l’esercente che tiene famiglia e dipendenti da sfamare proietterà Muccino.
Per il 10% di cinefili (e ho detto tanto) due sale sono più che sufficienti.
Se poi il cinefilo al cinema ci va gratis (anteprime, tessere varie, film in versione originale scaricato tempo prima ecc.) è pure peggio.
Pur stigmatizzando certe politiche distributive (che non riguardano solo il Petroliere ma, ad esempio molto cinema francese, per tacere di quello orientale), la colpa non è (solo o tanto) di esercenti e distributori, quanto del pubblico, che non ama un cinema diverso. E non c’è verso di schiodarlo verso altro tipo di cinema.
Un saluto
Ciao Souffle e ben trovato qui.
Forse hai ragione due sale sono anche troppe, ma considera che si tratta di sale non molto raggiungibili e che la durata del film constringe ad orari scomodissimi.
La lista dei film non distribuiti e’ eterna… lo so
Per fortuna il noleggio e il p2p ti aiutano.
Non e’ vero, almeno secondo me, che i cinefili non pagano. Se vado a cinema pago il biglietto come gli altri.
Non e’ vero, almeno secondo me, che il pubblico non ama un cinema diverso ma semplicemente va a vedere quello che trova.
A Napoli vanno, ed è un esempio, di moda i recuperi in seconda visione infrasettimanale di film piu’ colti e le sale sono sempre piene, vuol dire che il pubblico in astratto esiste.
Gestire un cinema signfica anche scegliere programmazioni coraggiose e non appiattirsi.
Ma un po’ di sana concorrenza non e’che aiuta?
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