Post, tardivo (?) sull’ultima fatica Burtoniana.
Un Tim Burton alla deriva, a tratti scomposta, libero di rappresentare la favola di Dahl scegliendo punti di vista e, sopratutto, i colori che preferisce.
Abbandona il nero, che troveremo a giorni ne “La sposa cadavere”, ma non trascura quel pizzico di black humor, quella cattiveria didattica che, come lo stesso Dahl ci insegnerebbe, insaporisce ogni morale imprimendola per bene.
Tim alla deriva, dicevamo, libero quindi di guarnire i suoi dolciumi con qualsiasi cosa gli capiti a tiro, incluso il monolite più famoso della storia del cinema che, a ben pensarci, doveva essere proprio di cioccolata; altrimenti non vedo cosa altro.
Altrettanto liberi noi, il pubblico di burtoniani, di rimanere, se vogliamo, incantati a partire dai titoli di testa. Liberi, quindi, di sorridere delle mani forbice (qualcuno dia un Oscar a Depp per favore), dei vestitini di Alice, degli scoiattoli crudeli e dei bambini viziati.
Menzione di onore per i fantocci che si sciolgono (una scena favolosa) e per la sinistra pendenza della casa di Charlie che, per fortuna, rimane tale anche alla fine.
E alla fine ti accorgi che non sono solo i bambini a fare oh!
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14 Comments
L’ho trovato sconvolgentemente azzeccato, sia per l’atmosfera che per la scelta degli attori; Depp infatti si è calato meglio nel personaggio di quanto lo abbia fatto in precedenza il grande Gene Wilder, ahimé molto meno sarcastico e più buonista.
Nel complesso un film stupefacente e divertente, l’ennesima prova di un Tim Burton che non perde mai un colpo.
Bellissimo blog.
Mat.
mi propongo per la consegna dell’oscar a depp!
Ok, concesso.
Pero’ alla Kidman lo consegno io.
si..si.. fai pure, solo che se la fanciulla va avanti cosi’ nello scegliere i film glielo dai alla carriera!
Ava, possiamo portarglielo insieme? ;o) Fringe, concordo totalmente con il tuo bel post. Pensi che il DVd che uscirà qui sarà inferiore?
Per ava spero si mantenga affascinante almeno fino ad allora.
Per zini credo che il dvd italiano, almeno la prima uscita, sara’ inferiore.
vorrei iniziare col fare i complimenti al cinefilo incolto e insonne per questo blog. bei contenuti!
dopo aver letto i pareri degli altri penso di essere l’unico a essere rimasto profondamente deluso dal remake di burton. stilisticamente di buonissimo livello…niente da dire (ma questa è una caratteristica che chi conosce burton dà ormai per scontata). premetto che adoro burton come regista, credo sia il più grande narratore di favole in attività a hollywood, e BIG FISH mi aveva lasciato senza fiato da tanto era bello e romantico.
ero convinto che LA FABBRICA DI CIOCCOLATO fosse il tipo di film che burton avrebbe potuto dirigere bendato. purtroppo mi ha preso in contropiede. ciò che non gli perdonerò mai è il fatto di aver abbattuto i tre pilastri inamovibili del film: willy wonka, gli oompa loompa, e le loro filastrocche.
wonka: trasformato da genio sarcastico e intelligentemente beffardo a sfigatello megalomane mai cresciuto da analisi psichiatrica.
gli oompa loompa: da sagace e inevitabilmente istrionica estensione dell’ironia di wonka a fenomeni da baraccone privi di personalità.
le filastrocche: da pungenti stilettate ai vizi dei fortunati partecipanti a banali parodie di kiss, beatles, e (quel che è peggio) village people!!
depp si rende a tratti insopportabile nella sua stupidità demenziale, con mimiche facciali che vorrebbero soffiare il lavoro a jim carrey. vorrebbero. fa rabbia per come sia riuscito a distruggere la splendida aura di mistero, fascino mascalzone, e carisma che gene wilder aveva donato al suo wonka.
e poi quell’umorismo facilotto che il re delle favole d’oggi aveva già mostrato in sleepy hollow, fallimentare nel tentativo di unire thriller e comicità…quella colonna sonora da blockbuster che impallidisce di fronte all’originale così poetica e accattivante…quel buonismo da carie ai denti nel finale……….
la fabbrica di cioccolato di mel stuart era un posto fantastico che trasudava magia, surrealismo, genio creativo…ma soprattutto anima. un’anima, e un cuore, che burton non ha saputo dare alla sua.
Sitting on a cornflake? Waiting for a van to come?
Come sai the “walrus was paul” ;)).
Al commento sul film ti rispondo dopo. Ma ti anticipo che io non ho visto la versione di cui questo e’ il remake.
già…i told you about the walrus and me maaan, you know that we’re as close as can be maaan
se non hai mai visto l’originale posso capire che ti sia piaciuto: c’era la novità e il fatto che cmq il film è stilisticamente ben realizzato. per forza di cose la pellicola di mel stuart è più datata anche sotto l’aspetto tecnico, ma possiede un’atmosfera che burton non ha saputo ricreare. sarei curioso, se dovessi vederlo, di leggere un tuo post in proposito.
per ora ti faccio ancora i complimenti per il livello del blog e ti saluto!
L’originale lo vedo questo week end.
Molto probabilmente possiedera’ una atmosfera diversa da quella che burton ha “voluto” creare.
Non credo sia una incapacita’, ma solo una scelta. Che sia riuscita e/o piaciuta e’ un altro paio di maniche.
Ovviamente: I am he as you are he as you are me
and we are all together
posso capire che burton abbia VOLUTO creare una differente atmosfera. a quel punto, però, non condivido la scelta di prendere quasi pari-pari la storia di un film per farne un altro completamente diverso nei toni. non ne capisco proprio il senso francamente.
è come se prendessi il testo di una canzone componendo una musica totalmente diversa dall’originale. non so fino a che punto questa potrebbe essere considerata “cover”.
non trovi che il narratore moderno debba raccontare la vecchia favola riadattandola, ma senza snaturarla?
GOO GOO GOO JOOB!
Non ho ancora visto il primo, il dvd era noleggiato da qualcun altro, quindi rispondo nei limiti di quello che ho visto.
Un narratore molto personale come burton ha messo nella favola la sua visione,anzi interpretazioe, forse discutibile, ma personale.
Che piaccia, o meno, e’ questione di gusti dello spettatore, forse di aspettative e di paragoni. Insomma non e’ sbagliato il metodo, semmai il risultato.
Parlando di cover preferisci la cover di across the universe di bowie o quella di helter skelter di siuxie and the banshees? Quale delle due e’ piu’ personale e quale e’ piu’ calligrafica?
Parlando di versioni cinematografiche da shakesperare, e meglio il giulio cesare con brando o il tito andronico con hopkins (titus)? La tempesta di Sthreller o quella di greenaway?
E’ meglio la satisfaction originale o quella dei Devo?
capisco il tuo discorso, ma in questo caso burton non ha interpretato…ha proprio modificato. il personaggio protagonista è importante in una trama, non si può stravolgere completamente (è sempre di REMAKE che si sta parlando). non solo per quanto riguarda la sua storia, che burton ha aggiunto inventandola, ma soprattutto sotto l’aspetto del carattere e della personalità. il wonka di stuart e quello di burton non hanno nulla in comune. è come se 007, uomo tenebroso e affascinante, venisse trasformato in un un nerd che si inventa. come si indiana jones, da temerario che non deve chiedere mai, diventasse un ometto pelatino e demenziale. va bene l’interpretazione di un regista dico io…ma entro certi limiti.
I film di Burton sono tutti cosi’. Dei mega parchi di divertimento stilisticamente impeccabili e senza anima.
.MhZ
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