Ieri sera, anzi stanotte, ho rivisto “Il dottor Stranamore“. Non lo rivedevo da anni, a stento lo ricordavo. L’ho visto da una ottima edizione su DVD. E’ un film, come tutti quelli di Kubrick, assolutamente al di sopra degli standard, siamo oltre il capolavoro e il cult; su questo c’è molto poco da scrivere. Ci sarebbe, forse anche molto, da riflettere che un nome così sia stato, con davvero scarsa fantasia, utilizzato per una trasmissione televisiva idiota ma seguitissima. In questo modo il nome Stranamore sarà, d’ora in poi, sempre associato a Castagna con buona pace di Sellers, di Kubrick e del grande cinema.
C’è una cosa del film che mi ha colpito.
Nel film Stranamore indossa sempre un paio di occhiali scuri; questi occhiali non impediscono che, quando è inquadrato in primo piano, si vedano gli occhi di Peter Sellers.
C’è un gioco di luci, quasi una magia, per effetto del quale quegli occhi, anzi quegli sguardi, si intravedono sempre malgrado siano dietro lenti scure, molto scure; l’effetto è amplificato dal meraviglioso bianco e nero del film. Quegli sguardi, direi di più, spiccano. Sono loro a recitare rendendo la caratterizzazione di Sellers assolutamente grandiosa. Occhi che recitano dietro occhiali scuri.
Fine della considerazione. Link nella memoria di un cinefilo che ha abbastanza coraggio per bloggare di cinema; in “Chinatown” di Polanski, Jack Nicholson recita per gran parte del film con il viso coperto da una vistosa ed ingombrante benda.
Nelle prime scene del film qualcuno, mi pare di ricordare Polanski stesso, gli taglia una narice con un coltello. Recitare con il volto fasciato perché, come disse il regista, Jack era in grado, già all’epoca, di fare anche questo. Un volto che recita anche attraverso bende.
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Vecchio tormentone televisivo per il titolo di questo post.
Un paio di titoli su truffe e truffatori. I primi due da cineteca. Il terzo è almeno da vedere, il quarto è un film che ricordo mi colpì molto ma di cui ho perso le tracce. Non è un capolavoro ma se ne avete notizia o, semplicemente, l’avete visto lo spazio dei commenti è, come al solito, a vostra disposizione. More…
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Sono arrivato anche io nel regno dei grafomani che non usano nè inchiostro nè carta.
In una torrida giornata di luglio, ho aperto il mio blog.
Cosa? Il titolo è troppo semplice?
E’ Banale? E’ ammiccante?
E’ banalmente ammiccante è anche un pò egocentrico.. a chi vuoi che importi il Cinema secondo te.
Maddai! Un pizzico di Umiltà con la U maiuscola.
Sul titolo non posso farci nulla, come appena detto qui fa caldo, molto caldo, troppo caldo.
E il caldo ti fa passare la voglia di muoverti, figuriamoci di pensare per di più in modo fantasioso e creativo.
L’importante, dopotutto, è mettere un titolo.
E poi… se c’è chi ha raccontato “Il mondo secondo Garp” perché, complice un pizzico di anonimato, non posso raccontare, il “Cinema secondo me”?
Lo so che esiste un libro di Truffaut che ha un titolo simile, però io con Alfred Hitchcock ho in comune solo la mole… ancora per poco.
Un momento! Forse il titolo del blog è un tributo a quel libro?
Ecco! ho trovato il modo di uscirne con classe!!
Il titolo? E’ un tributo al più bel libro di cinema che abbia mai letto.
Altro che titolo ammiccante, banale e semplice!
Signori miei, questa è una citazione da colto, coltissimo, cinefilo!!
Basta così, sul titolo, come diceva Peppino, ho detto tutto.
In questo blog parlerò, anzi scriverò di cinema, di film.
Di quelli che ho visto, di quelli che avrei fatto meglio a non vedere e di quelli che ho rivisto e che ho in cineteca; insomma questo blog conterrà gli appunti di un cinefilo tendenzialmente insonne che è, ancora per poco, sano di mente (?).
Buona lettura.
Se, per puro caso, capitate su questa pagine e leggete questo primo post, lasciate un commentino, un incoraggiamento, una pacca sulla spalla.
Chi inizia ne ha bisogno, mica sono tutti come Orson Welles che al debutto consegnò alla storia “Quarto potere”.
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